Sono sposata con Paolo e mamma di tre bimbi maschi super monelli!

Chi sono?

Nata nel 1983 a Cremona, mi sono trasferita a Milano nel 2002 per intraprendere gli studi in Giurisprudenza.

Sette anni fa ho fatto una scelta non facile: lasciare il lavoro presso l’ufficio legale di un’importante società per potermi dedicare a tempo pieno ai miei bambini. Una decisione che portava con sé il grosso rischio di chiusura, ma che è stata invece l’occasione per aprirmi alle famiglie, alle persone, ai lavoratori che ho avuto modo di incontrare, conoscendo meglio le loro esigenze, dalle difficoltà economiche di una giovane famiglia alla solitudine che le persone si trovano a vivere o le problematiche legate alla cura di figli e famigliari con disabilità o gravi malattie.

Nel 2016 un amico mi ha proposto di candidarmi con Milano Popolare, a sostegno della coalizione di centrodestra, al Consiglio del Municipio 9 di Milano: ho subito accettato con entusiasmo perché ho sempre pensato che se si vuole incidere e cambiare anche minimamente il luogo dove ci si trova non serve a niente continuare a lamentarsi di ciò che non va, ma sia necessario implicarsi in prima persona, impegnandosi là dove si è, con gli strumenti che si hanno a disposizione.

Dopo l’esito positivo delle elezioni, che mi ha inaspettatamente vista come la candidata più votata della coalizione di centro destra su tutte le zone della città, sono stata nominata Assessore all’educazione, istruzione, politiche sociali, salute e casa, nonché delegata alle pari opportunità.

In questi anni di lavoro ho capito che se è vero che la Politica non può risolvere fino in fondo tutti i problemi, è anche vero che può venire realmente incontro ai bisogni delle persone. Ho continuato quindi a incontrare e ascoltare chi quotidianamente vive sul territorio le problematiche di cui mi occupo: decine di persone, enti e associazioni. Le idee sorgono quale esito dell’ascolto.

Nonostante il periodo storico in cui ci troviamo sembri dire il contrario, ho imparato che fare Politica può essere un’occasione straordinaria per rispondere alle esigenze tangibili non solo della società in senso astratto, ma delle singole persone che la compongono. E su questa possibilità voglio continuare a scommettere tutte le mie energie, perché credo che persone che si muovono per andare incontro alle necessità di altre persone, portando avanti le proprie convinzioni con fermezza ma rispettando sempre chi la pensa diversamente, facendo del dialogo e dell’ascolto un reale strumento a servizio della collettività, sia la vera essenza della Politica.

Il mio debutto in politica nel 2016

Una dinamica, quella del giocarsi in prima persona, che mi ha portato a candidarmi con Milano Popolare, a sostegno della coalizione di centrodestra, al Consiglio del Municipio 9 di Milano. E che si è rafforzata dopo l’esito positivo delle elezioni, che mi ha inaspettatamente vista come la candidata più votata del Municipio, e con la nomina ad Assessore all’educazione, istruzione, politiche sociali, salute e casa, nonché delegata alle pari opportunità.

Come metodo di lavoro, quindi, ho sempre mantenuto lo stesso che mi ha portato ad accettare la candidatura: non partire da un’idea pur giusta, ma dall’ascolto di persone e soggetti che quotidianamente vivono il territorio e le problematiche di chi lo abita. Le idee sorgono quale esito dell’ascolto, come, ad esempio, quella di andare incontro alle esigenze di tanti genitori ed educatrici promuovendo la distribuzione di materiale didattico alle 39 scuole dell’infanzia statali, paritarie comunali e private del territorio (con ca. 10.000 euro) e di supporto ai laboratori di tutti i Centri diurni disabili (Cdd) del Municipio 9 (con ca. 6.000 euro) Più recente invece è la Convenzione stipulata con l’A.S.S.T. Grande Ospedale Niguarda per il sostegno pluriennale ad uno sportello dedicato alle persone malate di Alzheimer e loro familiari. Sportello già attivo nel territorio, ma che ho voluto implementare e stabilizzare come servizio alla cittadinanza dedicando risorse per 10.000 euro annuì.

Altresì, seguendo il principio di aiutare chi già aiuta, ho dato il via al bando annuale “Il pane dei bisognosi” attraverso cui il Municipio contribuisce a sostenere ed implementare l’attività delle realtà territoriali che si occupano di distribuire generi alimentari alle persone e famiglie povere. Attraverso il bando 2016 il mio assessorato ha aiutato 5 realtà di quartiere che hanno aiutato complessivamente 140 famiglie e 70 persone singole. L’anno successivo sono aumentate a 9 le associazioni, cooperative, circoli e parrocchie sostenute nel contrasto alla povertà alimentare e sono state aiutate 275 famiglie e 255 persone singole.

Da qui ho acquisito maggior consapevolezza del fatto che la politica è innanzitutto limite. E non è un male in un momento in cui troppi urlano pretendendo di avere la bacchetta magica con cui cambiare tutte le cose.

La politica invece è limite, prima di tutto perché non potrà mai risolvere sino in fondo i problemi sempre nuovi delle persone.

Secondo, perché pur con strumenti imperfetti può, tuttavia, agevolare le forze sociali che operano da protagoniste nella risposta ai bisogni espressi, comunicando una umanità che le istituzioni in quanto tali non potranno mai comunicare.

Terzo, perché ci sono ambiti in cui la politica intesa come battaglia ideologica si deve arrestare, riconoscendo la precedenza, per esempio, alla libertà di educazione dei genitori nell’ambito della scuola. A tal proposito, negli ultimi mesi, ho avuto modo di ribadire – in risposta ad alcune vicende accadute in due istituti secondari di primo grado del mio territorio, dove sotto il pretesto di corsi contro il bullismo si sono svolte lezioni discutibili sulla sessualità – che non vi è mai un’interruzione della responsabilità educativa, anche quando i figli sono in classe. Non si demanda mai, perché fra scuola e famiglia deve esserci sempre un’alleanza. Questa può consistere anche nel fatto che i genitori siano posti nelle condizioni di sapere in modo preciso cosa viene detto al proprio figlio o figlia. Attraverso un’apposita delibera ho subordinato l’elargizione di eventuali contributi allo strumento del consenso informato. Esso appare ancor più necessario in occasione di progetti ad hoc su tematiche sensibili quali il bullismo, la sessualità, le discriminazioni di genere, il dialogo fra religioni.

Questa è una parte della mia esperienza politica amministrativa che descrive bene che cosa mi sta a cuore e la modalità con cui opero. Sicuramente devo ancora fare tanta strada, ma stare sul campo, metterci la faccia e rischiare è una palestra favolosa.

Deborah Giovanati

Determinata, forse ogni tanto un po’ troppo testarda, sicuramente pragmatica e con la voglia di non arrendersi mai.
Sposata con Paolo, mamma di 3 figli maschi monellissimi e vivo una vita sempre di corsa e trafelata.
Mi occupo di politica con la stessa passione ed entusiasmo che metto nella mia vita personale.
Sono convinta che non bisogna “rimanere al balcone” della vita ma giocarsi nella realtà, con gli strumenti che questa mette a disposizione.
Deborah Giovanati ultima modifica: 2018-02-11T09:45:49+02:00 da Deborah Giovanati