Il programma di Attilio Fontana

Vedo la Lombardia come la regista delle politiche che interesseranno il nostro territorio negli anni a venire. Sono convinto che occorra una “visione”, e con essa una capacità programmatoria e di indirizzo che non solo sia in grado di gestire lo status quo, ma soprattutto consenta di prevedere, immaginare, sostenere gli sviluppi futuri.

Immagino una Lombardia proiettata al futuro, il potente motore per tutto il Paese e per l’Europa, ma anche legata alla tradizione della nostra terra, forte della sua identità, capace di coniugare solidarietà e competizione.

Le sfide che ci attendono sono entusiasmanti, dobbiamo liberare risorse per proiettarci nel futuro, superare l’omologazione dei territori e favorire le autonomie, capaci di trainare lo sviluppo e la competitività.

Il 22 ottobre 2017 i lombardi hanno legittimato gli organi di governo regionale ad attivare la previsione costituzionale che consente alla Lombardia di ottenere uno speciale regime politico e amministrativo e un adeguato trasferimento di risorse, senza dimenticare di appartenere a uno Stato: l’Autonomia.

Virtuosa, senza problemi di bilancio, capace di utilizzare al meglio i Fondi Europei, forte di un rating sempre migliore rispetto a quello dello Stato, la nostra Regione può a buon diritto rivendicare la possibilità di ottenere una più diretta gestione e autonomia della cosa pubblica.

Grazie alla consultazione referendaria, a partire dal mese di novembre 2017, sono stati istituiti tra la Regione e il governo centrale diversi tavoli tematici. Si è cominciato a parlare concretamente di una speciale autonomia lombarda su alcuni temi cruciali: la sanità, l’ambiente, l’istruzione, il lavoro, i rapporti internazionali e con la UE, solo per citare alcuni esempi.

La trattativa ha portato alla definizione di una prima intesa tra la Regione Lombardia e il Governo, sulle materie e sulle risorse, superando le odiose sperequazioni che hanno ripetutamente penalizzato proprio le Regioni più virtuose.

Si tratta di un risultato straordinario, di portata storica: come dimostra il fatto che molte regioni hanno subito chiesto di potere intraprendere un percorso simile. La strada tracciata è ora considerata patrimonio comune dell’intero paese.

Abbiamo però scritto, sino ad ora, soltanto il preambolo del fondamentale Libro dell’Autonomia.

Perché l’intesa non resti sulla carta, dobbiamo vigilare, e soprattutto lavorare con sempre maggiore impegno, con l’indispensabile collaborazione degli enti locali, a partire dai sindaci, in una logica di leale collaborazione funzionale e di sussidiarietà tra Regione, Province e Comuni. Intendo ridare centralità agli enti locali, che esprimono le potenzialità, le istanze, i bisogni dei cittadini.

L’incompiuta riforma Delrio, seguita al fallimento della proposta referendaria – targata PD – sulla modifica dell’architettura dello Stato, ha prodotto danni incommensurabili agli assetti istituzionali ridotti al collasso. Ha svuotato di risorse le Province prefigurandone l’imminente soppressione. Ma le Province ci sono, hanno competenze importanti e devono ritornare ad avere quel ruolo centrale di snodo tra la programmazione regionale e il Comune.

Voglio anche lavorare in stretta collaborazione con la Città Metropolitana di Milano, altra “incompiuta” delle sciagurate idee Renzi/Delrio, e valutare l’eventuale cessione di deleghe e competenze.

Immagino la Regione come livello di programmazione, regolazione e controllo, ma anche come snodo tra le politiche nazionali e quelle degli Enti locali.

Voglio riportare il cittadino al centro e dare all’impresa la certezza di un rapporto paritetico con l’Amministrazione regionale.

Per fare tutto questo e quello che segue è necessario che l’Autonomia innervi ogni ambito delle politiche regionali, diventi la base imprescindibile di ogni norma, di ogni provvedimento, della nostra impostazione culturale.

Voglio che la Lombardia ottenga finalmente quello che le spetta, e che lo ottenga con i suoi consueti strumenti di lavoro: serietà, affidabilità, tenacia, ma anche coraggio e intraprendenza.

Operosità, spirito imprenditoriale, creatività, etica del lavoro: sono questi il valore fondante della Lombardia, quel valore aggiunto che ha permesso di traghettare la nostra Regione nel nuovo millennio più forte e competitiva di quanto già non fosse.

Voglio fare tutto questo per voi e con voi, cittadini lombardi.

Al lavoro, più Lombardia!
Attilio Fontana

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LOMBARDIA PIU’ LABORIOSA: PIU’ FUTURO PER I NOSTRI FIGLI PIÙ OCCUPAZIONE E DI QUALITÀ

La Lombardia ha visto diminuire negli ultimi 5 anni il suo tasso di disoccupazione, tornato ai livelli precrisi. Tra le Regioni Motore d’Europa ora è seconda solo al Baden-Wurttemberg, con un tasso del 7,4%. Ma il dato più importante è il trend di crescita costante dell’occupazione in Lombardia, che è passato dal 69,3% del 2013, al 69,5% del 2014, fino al 69,8% del 2015 e il 71,1% del 2016. La Lombardia dà valore anche al lavoro femminile, con i tassi di occupazione femminile più alti della Penisola, anche questi in crescita: rispetto al dato nazionale, Regione Lombardia può vantare un alto tasso di occupazione femminile (dati Istat – 2016): nella fascia d’età 15-64 anni la Lombardia si attesta al 58,10%, rispetto alla media nazionale del 48,10%. Il dato significativo è che cresce il lavoro di qualità, infatti la metà delle manager donne italiane lavora in Lombardia: secondo un’indagine di Manageritalia, nelle imprese lombarde lavorano il 46,7% delle donne manager italiane.

Tra i fattori che spingono al rialzo il tasso di occupazione in Lombardia vi è un sistema di politiche attive del lavoro all’avanguardia e di consolidato successo, che intendiamo potenziare, affermando la peculiarità di un modello che ha saputo creare una competizione virtuosa tra operatori privati e centri per l’impiego pubblici, che non svolgono attività meramente burocratiche, ma erogano servizi di qualità.

Dote Unica Lavoro è un primo passo verso una nuova mobilità dei lavoratori, che offra garanzie a entrambe le parti: ai lavoratori permetta di trovare velocemente un lavoro adatto a formazione e competenze acquisite e alle imprese di disporre di un capitale umano qualificato e adatto alle proprie esigenze.

Perché questo sistema diventi sempre più una realtà per tutti, intendiamo potenziare i percorsi di formazione continua e riqualificazione professionale, per garantire ai lavoratori di rimanere competitivi nel mercato del lavoro. Inoltre intendiamo proseguire lungo la strada dei contributi alla persona (dote, voucher, borse, etc.) finalizzati ad attività a sostegno dell’occupabilità e di riduzione degli oneri fiscali nella forma degli incentivi all’occupazione o di contributi per l’attivazione di contratti di apprendistato formativo (contributo per il tutor, per le spese di formazione del personale addetto all’attività di tutoraggio, ecc).

Per noi la famiglia e il lavoro femminile sono dei valori non alternativi. Per questo adotteremo nuovi incentivi all’occupazione e all’imprenditorialità femminile, integrando politiche sociali e per la famiglia con le politiche per il lavoro, e progetteremo politiche di integrazione dei redditi dei lavoratori attraverso forme innovative di welfare aziendale, come leve per una reale attuazione della conciliazione tra vita e lavoro.

Nei prossimi 5 anni intendiamo promuovere interventi volti a garantire azioni integrate di reale efficacia in caso di crisi aziendali. A tutela dei lavoratori, oltre un fondo di garanzia quale strumento per l’anticipazione sociale della Cassa Integrazione Guadagni, intendiamo puntare sulle reti per il lavoro e la presa in carico anticipata dei lavoratori coinvolti in processi di crisi; i lavoratori potenzialmente in esubero, a rischio di disoccupazione, devono essere presi in carico dai servizi per il lavoro per una riqualificazione e ricollocazione.

In un quadro complessivo che documenta, in Lombardia, la ripresa della produzione industriale, restano sul territorio alcuni segni evidenti dei danni che la crisi ha generato al tessuto produttivo e sociale della Lombardia.

Alcuni territori, alcuni settori ed alcune specifiche aziende manifestano oggi ancora segni di sofferenza: Regione Lombardia è chiamata ad intervenire in queste situazioni con strumenti che consentano di salvaguardare il patrimonio industriale, le competenze professionali presenti e i livelli occupazionali. Attraverso piani territoriali anticrisi (previsti dalla normativa regionale), sui quali far convergere fondi comunitari, fondi nazionali e risorse regionali, sostenendo una stretta sinergia tra Regione, Ministeri competenti e Amministrazioni del territorio affinché si possano ottenere i migliori risultati possibili.

Un pieno sostegno ai settori in crescita e alle eccellenze imprenditoriali regionali aiuterà, infine, il territorio lombardo a vivere il cambiamento che sempre più velocemente caratterizza il contesto economico mondiale come una nuova grande opportunità per lo sviluppo di tutta la Lombardia.

Un richiamo, inoltre, alla previdenza complementare e integrativa, materia ricompresa nell’elenco dei temi per i quali la regione Lombardia chiede maggiore autonomia: tra i nostri obiettivi, la creazione di un fondo pensioni integrativo e complementare per la generalità dei lavoratori.

Promuoveremo forme di “lavoro agile”. È necessario ripensare al rapporto tra luogo e orario di lavoro, introducendo forme di lavoro agile che garantiscano una corretta relazione vita-lavoro, importante soprattutto per le nuove generazioni.

UN SISTEMA PRODUTTIVO SEMPRE PIU’ FORTE

Con oltre 800mila imprese e un PIL che vale oltre un quinto di quello nazionale, la Lombardia è uno dei Quattro Motori d’Europa. Una posizione che si consolida sempre di più: secondo l’ultimo rapporto di Banca d’Italia, l’economia lombarda cresce su tutti i fronti:

+1,3% della produzione industriale; +1,2% di accesso al credito per le imprese; +73% delle attività di venture capital e private equity, per un valore complessivo di 5,6 miliardi di euro (quasi i tre quarti del totale nazionale), con un’incidenza sul PIL dell’1,5% (contro il dato nazionale fermo allo 0,5%); + 0,4% del settore terziario.

Oltre il 50% delle imprese lombarde hanno investito in tecnologie digitali avanzate per introdurre forme di automazione e interconnessione dei processi produttivi, la cosiddetta Industria 4.0.

Questi dati ci dicono di un tessuto produttivo in ottima salute e in forte espansione, attrattivo a livello internazionale e capace di rispondere al cambiamento grazie alla sua capacità innata di innovare e di prevedere (e non di subire) le tendenze in atto, anche in un periodo di stagnazione economica a livello mondiale.

Questo è stato possibile anche grazie alla capacità di muoversi come sistema, secondo una dinamica di dialogo e di confronto. Il metodo di lavoro del partenariato ha visto il pieno e reale coinvolgimento dei corpi intermedi lombardi (Associazioni di categoria, sistema camerale) e il confronto tra istituzioni, associazioni imprenditoriali e parti sociali è ancora più necessario per attuare riforme profonde, che hanno bisogno del più ampio sostegno e di un consenso sociale diffuso.

In questi anni abbiamo lavorato per fare della Lombardia un “ecosistema favorevole alle imprese”, investendo sulle imprese e sulle persone, scommettendo sulle loro capacità, creando strumenti di rilancio per accrescere le competenze e incentivare l’innovazione.

PIU’INNOVAZIONE, PIU’COMPETITIVITÀ, PIU’ FUTURO ALLE IMPRESE

Nella prossima legislatura vogliamo continuare a investire, con lungimiranza e senso di responsabilità, su capitale umano e innovazione, e insieme programmare una politica industriale a servizio delle imprese, che trovano in Lombardia un contesto idoneo per affrontare le sfide dell’industria più evoluta. Questo significa investire sulla qualità, riconoscere i propri punti di forza e saper scommettere davvero sul futuro.

Continueremo quindi a sostenere il rinnovamento delle nostre imprese incentivando con bandi appositi l’adozione di innovazioni di prodotto, di processo e di dotazioni tecnologiche, soprattutto nelle MPMI e PMI.

Ci impegneremo a sostenere e promuovere tutte le espressioni imprenditoriali del nostro ricco e vivace territorio: la piccola impresa e gli artigiani, a cui servono apposite misure di sostegno all’internazionalizzazione e all’innovazione; l’impresa commerciale, che necessità di risorse per l’innovazione e per l’aggregazione territoriale e di filiera; le imprese turistiche, per le quali serve continuare a mettere in campo misure di riqualificazione delle strutture ricettive e di promozione.

Continueremo a difendere il valore della cultura d’impresa che ha fatto grande il nostro territorio nel mondo, anche favorendo la continuità d’impresa, il passaggio generazionale e la competitività attraverso la ricerca e l’innovazione, sperimentando nuovi percorsi formativi. Imprese al passo con i tempi richiedono un capitale umano qualificato, dotato di intuizione, capacità di problem solving e flessibilità di pensiero e azione. Tali qualità si sviluppano a scuola, ma anche sul posto di lavoro, in un clima aperto alle novità, curioso e altrettanto flessibile: per questo nella prossima legislatura intendiamo valorizzare il capitale umano puntando innanzitutto sulla qualità e flessibilità del lavoro. Inoltre vogliamo migliorare la capacità di brevettazione delle imprese lombarde, perché siano più forti e competitive sui mercati internazionali, favorendo reti e collaborazioni con centri di ricerca e università attraverso strumenti già consolidati, come gli Accordi per la Competitività e gli Accordi per la Ricerca e l’Innovazione. ZERO BUROCRAZIA, PIU’ ACCESSO AL CREDITO “Burocrazia zero” non vuole essere solo uno slogan ma uno dei primi risultati raggiunti dalla prossima legislatura, con l’unico obiettivo di facilitare l’attività delle imprese lombarde, soprattutto micro e piccole medie imprese. Innanzitutto vogliamo sostenere le imprese, con misure efficaci a favore di un più semplice accesso al credito, con il rafforzamento del sistema delle garanzie e con il contrasto all’odioso fenomeno dell’usura. Inoltre, metteremo in campo misure a favore della semplificazione degli adempimenti inerenti il ciclo di vita delle imprese, valorizzando l’impiego della tecnologia block-chain, e per favorire la diffusione di modelli organizzativi aziendali moderni, anche attraverso uno sportello per la gestione intelligente d’impresa, che faciliti l’accesso alle risorse messe a disposizione dai bandi regionali e porti al consolidamento dell’attività e alla sua crescita anche in mercati internazionali.

INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE: SCELTA NECESSARIA

Le imprese lombarde sono prime in Italia per export, con un trend in crescita (+7,3%) in Europa secondo solo alla Catalogna. Dunque export e internazionalizzazione delle imprese sono un asset strategico per il futuro della nostra economia regionale. Il nostro impegno sarà quindi quello di sostenere le imprese lombarde nel loro percorso di internazionalizzazione e apertura a nuovi mercati, sia in termini di know how che di risorse, rafforzando il sistema di garanzie per i rischi finanziari e commerciali associati ai processi di internazionalizzazione. Vogliamo anche promuovere l’eccellenza del “made in Lombardy” sui mercati internazionali, favorendo l’aggregazione tra imprese e supportando azioni finalizzate a un maggiore consolidamento e radicamento nei mercati esteri delle iniziative imprenditoriali lombarde, anche con l’organizzazione di missioni istituzionali a servizio delle nostre imprese. COMMERCIO: GARANZIA DELLA VITALITA’ DEI NOSTRI CENTRI STORICI Il commercio, settore da sempre vitale per l’economia della Lombardia, negli ultimi anni ha dovuto affrontare la sfida della globalizzazione e la concorrenza (spesso sleale) proveniente dall’estero. Eppure si tratta di un settore strategico per conservare la vitalità, l’attrattività e la sicurezza dei nostri centri storici e urbani e per garantire la difesa dei diritti dei consumatori (pensiamo a fenomeni come la contraffazione, che non solo danneggiano l’economia, ma mettono a repentaglio la salute di tutti). Nella prossima legislatura ci impegniamo a rilanciare questo settore, sostenendo i processi di innovazione e digitalizzazione delle micro piccole e medie imprese commerciali; ampliando la misura “0” Irap, che prevede l’azzeramento dell’Irap per tre anni per i nuovi esercizi commerciali e artigianali nei centri storici dei Comuni capoluogo e di quelli con una popolazione superiore ai 50 mila abitanti; sostenendo il commercio storico, di vicinato e di prossimità sociale, i mercati storici e cittadini e i Distretti del Commercio, in sinergia con altri importanti settori, come quello culturale e turistico. ARTIGIANATO: DALLA TRADIZIONE DEL “SAPER FARE” UNO SLANCIO PER IL FUTURO Le imprese artigiane attive in Lombardia sono oltre 250.000 e fanno registrare una costante accelerazione della produzione e del fatturato, con un saldo positivo costante (+0,3) in occupazione. Anche grazie al coinvolgimento delle Associazioni continueremo a sostenere il settore dell’artigianato, che riveste un ruolo fondamentale sul piano socio-culturale ed economico, anche come possibile sbocco lavorativo delle nuove generazioni. Ci impegneremo per favorire la contaminazione tra digitalizzazione e processi produttivi tradizionali; valorizzare le filiere di eccellenza territoriali come fattori di sviluppo che integrano produzione, servizi e tecnologia; facilitare l’accesso al credito, gli investimenti in innovazione di processo e di prodotto; sostenere la manifattura diffusa valorizzando i nuovi luoghi di lavoro e socializzazione, che contribuiscono anche a rilanciare aree dismesse o immobili sottoutilizzati (Fab Lab, Hub dell’innovazione ecc.).

IMPRESA SOCIALE

La Lombardia è tuttora la Regione italiana con il maggior numero di imprese sociali e cooperative con addetti impegnati in settori strategici come quello dei servizi, della produzione, dell’edilizia, dell’agricoltura, del tempo libero o della finanza.

Questo primato è la conferma della forza e della centralità del mondo della cooperazione nell’economia lombarda. Il mondo cooperativo si è qualificato come un importante supporto all’economia locale, non limitando i propri servizi ai soli soci, ma progressivamente allargandoli al pubblico, costituendo parte integrante e determinante del protagonismo della società civile, per la costruzione di un più equilibrato e giusto assetto economico e sociale. Il mondo cooperativo rappresenta un esempio virtuoso di come sviluppo economico e solidarietà possono crescere insieme a beneficio di tutti.

Il punto di partenza dell’azione regionale in questo settore è la Legge 36 del 2015 che è il frutto del lavoro comune della Regione con il mondo cooperativo e che merita la sua completa attuazione valorizzando le cooperative costituite tra lavoratori (workers buy out), le cooperative di comunità e la Dote Lavoro con riferimento all’inclusione dei lavoratori svantaggiati. FARE RETE PER COMPETERE La valorizzazione del nostro tessuto produttivo vivace e d’eccellenza non può non partire dalle persone, dalle realtà e dai luoghi che ne costituiscono la linfa vitale. La storia industriale del nostro territorio, infatti, è costituita di distretti industriali e filiere ben oliate che hanno fatto della Lombardia una terra ricca di specialità e know how da proteggere e valorizzare. Nei prossimi 5 anni punteremo innanzitutto sulla crescita dei 9 Cluster tecnologici lombardi e sosterremo il riconoscimento di nuovi; punteremo allo sviluppo di filiere eccellenti in sinergia anche con le università e i centri di ricerca presenti sul territorio; incentiveremo nuovi insediamenti produttivi in aree industriali abbandonate, favorendo anche il recupero, la riqualificazione, la messa in sicurezza e la valorizzazione di edifici esistenti, soprattutto se di interesse storico. Inoltre, valorizzeremo il sistema fieristico come fattore di attrattività nel quadro di una strategia di marketing territoriale. ECONOMIA SOSTENIBILE PER LA VITA Come prima forza manifatturiera d’Italia, la Lombardia ha tutte le capacità, le risorse e l’interesse a investire per favorire la transizione verso un sistema produttivo a basse emissioni, aiutando le imprese a cogliere le opportunità di sviluppo offerte dalla green economy (già settore d’eccellenza in Lombardia). Da subito intendiamo puntare, attraverso forti incentivazioni, sull’efficienza energetica e sulle fonti rinnovabili, su una programmazione della rete dei carburanti per autotrazione e sviluppo di politiche mirate ad equilibrare e mitigare l’uso di mezzi su gomma e su rotaia, sull’ammodernamento del parco mezzi di trasporto aziendale. CREATIVITÀ, VALORE AGGIUNTO DELLA LOMBARDIA La creatività è il vero valore aggiunto e motore dell’innovazione in Lombardia, in tutti i settori. Per questo vogliamo sostenere la competitività dei settori ad alto coefficiente di creatività (moda, design, tessile, information technology e comunicazione, etc.) puntando sulle eccellenze del made in Italy, con incentivi dedicati a business creativi. La conquista di una maggiore autonomia nel coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario, prevista dalla Costituzione, potrebbe portare grandi vantaggi al mondo delle imprese, come per esempio l’azzeramento dell’IRAP, il rafforzamento delle ZES. Inoltre Regione Lombardia potrebbe acquisire più competenze e dunque più possibilità di movimento e azione per il sostegno al commercio con l’estero. Per non parlare dei grandi vantaggi che avranno le imprese dalla gestione regionalizzata delle infrastrutture (strade, aeroporti e porti).

EDUCAZIONE E FORMAZIONE: UN INVESTIMENTO SUL FUTURO

L’ultimo decennio ha visto mutamenti epocali nel mercato del lavoro, segnato da un lungo periodo di stagnazione delle economie occidentali e dall’evoluzione del settore manifatturiero, sempre più orientato alle tecnologie digitali, tanto da far parlare studiosi e osservatori di una nuova rivoluzione industriale.

Regione Lombardia negli ultimi anni ha raccolto questa sfida e ha adattato il proprio sistema educativo al passaggio dalla “società industriale” alla “società digitale” e alla conseguente evoluzione del mercato del lavoro.

Intendiamo innanzitutto proseguire il lavoro iniziato nell’attuazione di politiche integrate tra istruzione, formazione e lavoro per una scuola autonoma nel programmare le sue linee guida, innovativa nelle metodologie e nei contenuti dell’insegnamento, aperta al mondo che la circonda e alle sfide del cambiamento, orientata al mercato del lavoro e alle nuove professioni. Ad esempio, intendiamo proporre l’introduzione di nuovi profili per l’istruzione e la formazione professionale, secondo gli standard più elevati delle qualifiche professionali europee.

L’eccellenza della formazione lombarda passa dal sistema da IeFP (Istruzione e Formazione Professionale) e ITS (Istituti Tecnici Superiori), filiera professionalizzante: per dare risposta alle esigenze del mondo del lavoro attuale, proseguirà l’impegno per formare tecnici specializzati, con alta qualificazione professionale in partenariato con le associazioni di categoria, il sistema camerale, le Università e tutti gli stakeholder.

Sull’alternanza scuola/lavoro e apprendistato Regione Lombardia ha costruito una proposta formativa di qualità, che premia il merito sia tra gli studenti che tra gli insegnanti ed è in grado di fare rete con il sistema delle imprese del territorio per creare reali opportunità di formazione e di lavoro per i nostri giovani. In tal senso, le risorse impegnate sono state ingenti ed è nostra intenzione proseguire lungo questa strada.

Proseguendo su questa via, vogliamo realizzare una vera e propria rivoluzione digitale nelle scuole, modernizzando gli ambienti di apprendimento, sostenendo la dotazione da parte delle scuole di strumenti digitali a supporto della didattica, che incentivino il coinvolgimento, la partecipazione e la creatività degli studenti.

Un obiettivo da proseguire, con evidenti vantaggi per la mobilità urbana e per la qualità della vita familiare, sarà prevedere orari di entrata a scuola flessibili per i gradi di istruzione dalla scuola secondaria di primo grado in poi.

Con l’avvio del percorso istituzionale di attuazione dell’autonomia si dischiudono nuovi scenari e nuove opportunità.

Innanzitutto, quella di portare una maggiore autonomia nel settore dell’istruzione, in attuazione piena del Titolo V della Costituzione, nella determinazione dell’offerta formativa (perché superi le rigidità statali e si adatti alle esigenze del mercato del lavoro e alle metodologie di insegnamento più innovative), e nella selezione degli insegnanti (pensando anche a concorsi a livello di scuole o reti di scuole, premiando il merito e curandone i percorsi di istruzione e formazione continua). A questo proposito, l’obiettivo primario sarà quello di ridurre la mobilità per garantire continuità nella didattica agli studenti, con l’introduzione di una priorità regionale per i trasferimenti e la costruzione dell’albo regionale dei docenti, per spostare definitivamente la regolazione della mobilità sul livello regionale. Infine, per la nostra Regione maggiore autonomia nel settore dell’istruzione non significa che l’amministrazione locale si sostituisce allo Stato centrale nel gestire direttamente gli istituti, ma nel governare un sistema fatto di una pluralità di scuole (statali e paritarie), differenti nell’offerta e negli intenti educativi, autonome nella gestione.

DOTE SCUOLA: LIBERTÀ DI SCELTA E ORIENTAMENTO CONTRO L’ABBANDONO SCOLASTICO

La Lombardia è già la regione in cui il cittadino ha la possibilità di scegliere in piena libertà tra più servizi d’eccellenza. È così in campo sanitario, è così, e vuole essere sempre di più, nel campo dell’istruzione e dell’educazione.

Per questo uno dei principali obiettivi cui puntiamo è di garantire pluralismo educativo e promozione della libertà di scelta delle famiglie, per arrivare ad una vera parità scolastica attraverso il sistema dei costi standard – che chiederemo con forza al governo centrale – e il rafforzamento del sistema Dotale già in essere, mantenendo le soglie di accesso alla misura “Buono Scuola”. Questo sistema permette di offrire a famiglie e studenti un’offerta ampia e articolata, un’istruzione rispondente sia alle esigenze del territorio e del suo tessuto produttivo, sia alle inclinazioni, ai talenti e alle aspettative dei nostri giovani studenti.

In questo modo vogliamo anche combattere il fenomeno della dispersione scolastica, che in Lombardia è già sotto la media nazionale ed è ulteriormente diminuita negli ultimi 5 anni: non basta l’orientamento, occorre sicuramente promuovere reti tra scuole, famiglie, volontari e privato sociale per prevenire l’abbandono scolastico, ma serve anche per la capacità di fornire agli studenti un’offerta alternativa a quella scolastica, professionalizzante e più orientata al mondo dei mestieri (IeFP) e dell’artigianato innovativo, con possibilità di conseguire il titolo di studio mentre si lavora (apprendistato e sistema duale).

UNA SCUOLA SEMPRE PIU’ INTERNAZIONALE

Il mondo della scuola e dell’istruzione, soprattutto quello lombardo, è sempre più internazionale. Per questo vogliamo proseguire la sperimentazione che porta a terminare i percorsi di scuola secondaria superiore a 18 anni di età, per allineare gli studenti della Lombardia a quelli dei Paesi più avanzati, rendere il loro percorso di studi più competitivo in prospettiva internazionale e allo stesso tempo garantire cicli di istruzione superiore più efficaci ed efficienti. Intendiamo potenziare il percorso di internazionalizzazione della formazione dei nostri giovani, prevedendo borse per percorsi formativi e tirocini all’estero, legate al merito.

UNA SCUOLA INCLUSIVA E ATTENTA

La storia della Lombardia è fatta di solidarietà e di attenzione agli ultimi. Questo patrimonio culturale deve essere patrimonio vitale anche nel sistema educativo. Per questo sosterremo la piena inclusione scolastica per gli studenti fragili o con disabilità, con difficoltà di apprendimento e ogni forma di disabilità, perché possano avere l’opportunità di avere una educazione e una piena integrazione con i loro compagni, grazie all’erogazione di servizi a sostegno di massimo livello.

Consolideremo l’impegno di Regione Lombardia per la prevenzione di fenomeni di bullismo e cyberbullismo nelle scuole, attraverso incontri di sensibilizzazione e informazione che coinvolgano insegnanti, famiglie, studenti e Forze dell’Ordine.

UN’UNIVERSITÀ APERTA ALL’ECCELLENZA

Regione Lombardia conta ben 13 università, con alcune punte di eccellenza a livello nazionale e internazionale in molteplici discipline. Questa ricchezza permette di guardare con ottimismo al futuro della nostra Regione, che accoglie studenti da tutta Italia ed Europa, a fronte della forte diminuzione di immatricolazioni in altre regioni del Paese.

Dunque, il nostro primo obiettivo sarà quello di attuare politiche per innalzare la percentuale della popolazione laureata; il rafforzamento della filiera professionalizzante di livello terziario passa anche dal potenziamento della rete degli Istituti Tecnici Superiori (ITS), da politiche di Diritto allo studio universitario e agevolazione alla mobilità per i giovani. Intendiamo anche prevedere percorsi per la formazione terziaria degli adulti, incentivando l’attivazione di corsi di Istruzione serali, con orario ridotto e/o in e-learning.

Per quanto riguarda l’Università, nel quadro della negoziazione con il governo di una maggiore autonomia regionale, punteremo alla regionalizzazione del Fondo per il Finanziamento Ordinario delle Università e la programmazione degli atenei. La progressiva regionalizzazione del sistema Universitario favorirà la piena autonomia dei singoli Atenei, aumenterà la capacità di programmazione e di integrazione con il territorio regionale e permetterà alle Università presenti sul territorio (pubbliche e private) di competere con gli Atenei di altri Stati e di attrarre il miglior capitale umano.

Un’ulteriore sfida in ambito di formazione universitaria sarà agevolare nuove forme di struttura accademica, basata sulla forma del “campus” con area residenziale e di studentati, impianti sportivi, luoghi ricreativi e di aggregazione. Aumenterà così l’attrattività degli Atenei, che sarà potenziata dalla creazione di realtà internazionali all’avanguardia, in un contesto di innovazione dove troveranno posto nuove strutture e laboratori di ultima generazione per un’offerta formativa di qualità ancora più forte, destinata a crescere e non a fermarsi.

GIOVANI: IN VIAGGIO VERSO IL FUTURO

Vogliamo vincere le paure dei giovani: innanzitutto quella di non avere un lavoro stabile, che è poi anche il timore che molto spesso li frena, ritarda l’uscita dalla casa dei genitori, impedisce di progettare una nuova famiglia. Per questo vogliamo puntare a nuove generazioni formate, assestate di conoscenza, pronte alla sfida con il mondo.

In questi anni, grazie all’esperienza di successo del sistema dotale, Regione Lombardia ha trasformato Garanzia Giovani in uno strumento efficace per favorire l’occupazione giovanile di qualità e scongiurare il fenomeno di coloro che non studiano né cercano un’occupazione.

Oltre a questo prezioso strumento, vogliamo promuovere l’occupabilità dei nostri giovani promuovendo un efficace piano di orientamento e di placement lavorativo con il coinvolgimento attivo del sistema educativo e universitario lombardo.

Promuoveremo misure mirate a una riduzione strutturale del costo del lavoro, attraverso forme di decontribuzione totale per i primi tre anni sulle nuove assunzioni in apprendistato, per favorire l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro, e favoriremo il “mecenatismo d’impresa”, con riconoscimenti fiscali a quegli imprenditori che decidono di investire sui giovani nella propria azienda.

La Lombardia può diventare un grande incubatore di start up, dove mettere a frutto le straordinarie capacità dei nativi digitali, opportunamente sostenuti e guidati dalle Istituzioni, con benefici fiscali, supporto legale, azzeramento della burocrazia. Anche il patrimonio immobiliare della Regione può essere messo a disposizione dei giovani creativi, per facilitare la fase iniziale della loro intrapresa.

VENTURE CAPITAL E PRIVATE EQUITY: IL FUTURO DELLE NOSTRE START UP Per far fiorire il territorio lombardo di imprese solide e innovative che rifondino dal basso il nostro settore produttivo, portando conoscenze e capacità nuove, sono fondamentali investimenti e capitali. Gli investimenti in venture capital e private equity in Lombardia sono cresciuti in maniera esponenziale negli ultimi anni, segno dell’attrattività e dell’eccellenza che la Lombardia sa esprimere. L’attrazione di fondi di investimento internazionali e capitali esteri per la nascita di start up innovative e per la crescita e lo sviluppo di aziende e centri di ricerca lombardi è il futuro della Lombardia e delle sue imprese.

Per questo, anche attraverso la partecipazione alla piattaforma AlpGIP (Alpin Growth Investment Platform), vogliamo favorire il contatto delle nostre start up con fondi di investimento e capitali a livello internazionale e favorire l’insediamento di nuovi incubatori (anche di natura ibrida, pubblico-privata) che attraverso consulenze manageriali e iniezione di capitale permettano alle start up nei primi stadi di sviluppo di consolidarsi, e alle giovani imprese ad alto potenziale di sviluppo di espandersi, anche aumentando i mercati di sbocco.

TRAVEL CARD

Formazione dei giovani significa anche scoperta, viaggio, impegno personale, educazione ai corretti stili di vita.

Per questo abbiamo pensato alla “TRAVEL CARD”, che permetterà a ogni giovane appena diplomato di girare l’Europa in INTERRAIL. È un riconoscimento a tutti quei ragazzi e ragazze meritevoli che uscendo dalla scuola superiore sceglieranno di fare un’esperienza che permetterà di aprire gli occhi sul mondo e scoprire la nostra Europa.

Spingeremo i cittadini più giovani a scoprire il viaggio come visitatori del mondo, non solo da turisti, con un bagaglio da riempire e condividere. Potenzieremo inoltre la rete degli ostelli lombardi, che nella scorsa legislatura ha avuto un notevole impulso.

Favoriremo l’impegno giovanile nel mondo del volontariato, sostenendo la miriade di associazioni già attive in Lombardia, con un occhio di riguardo per gli oratori, che sono straordinari centri di aggregazione e di formazione per i nostri ragazzi. Proseguiremo nella eccezionale esperienza delle Olimpiadi degli oratori che, celebrate nel 2017 nella area ex Expo, hanno riunito nel nome dello sport amatoriale e pulito migliaia di giovani e le loro famiglie.

Ben sappiamo che anche nella nostra Regione molti giovani vivono in situazioni difficili, per difficoltà personali o familiari che rischiano di compromettere la loro piena inclusione sociale, generando fenomeni di abbandono scolastico quando non addirittura di emarginazione. Anche a questi giovani vogliamo assicurare il nostro sostegno, con strumenti di monitoraggio delle realtà più critiche o a rischio – in stretta relazione con il mondo della scuola e gli Enti locali – e di promozione di sani stili di vita.

CULTURA: LA LOMBARDIA E’ BELLEZZA

CULTURA, CREATIVITÀ, TURISMO: LE NOSTRE RISORSE PIU’ PREZIOSE

La Lombardia è magnifica. E’ la più semplice delle verità, ma occorre che diventi una consapevolezza diffusa: in Lombardia, in Italia, nel mondo. Vogliamo dunque promuovere l’immenso patrimonio culturale lombardo, ricco di eccellenze, che è innanzitutto un giacimento di senso di identità per tutti i nostri territori.

Basti pensare al Patrimonio UNESCO, che può vantare ben 11 siti nella nostra Regione – caso unico al mondo o al complesso della Villa Reale e del Parco di Monza, grande tesoro ammirato in tutta Europa.

Vogliamo però innanzitutto che la cultura venga sempre più considerata un asset economico fondamentale per la nostra Regione.

CULTURA È LAVORO

Sono quasi 350mila i lavoratori della filiera della cultura in Lombardia, più del 23% del totale nazionale, che generano oltre 23 miliardi di euro di Pil all’anno. Questo straordinario valore aggiunto deve essere potenziato e premiato, attraverso la promozione dei beni e delle attività culturali – compresa l’editoria – nelle scuole, nelle università, nei centri di aggregazione. Perché è il patrimonio culturale che generà creatività, ed è la creatività che rende i nostri prodotti vincenti nel mondo.

Design e moda sono per la Lombardia elementi trainanti e attrattivi per tutto il mondo.

Vogliamo sostenere l’industria teatrale e quella cinematografica, che stanno peraltro ottenendo in questi anni numerosi riconoscimenti internazionali.

CULTURA È TURISMO

Il binomio cultura e turismo in Lombardia incide già per il 47% della spesa turistica, per un totale di 3,8 miliardi di euro. Per questo motivo renderemo sempre più visibile, nelle politiche e negli atti di governo, la stretta correlazione tra valorizzazione e tutela del patrimonio culturale e potenziamento dell’attrattività turistica.

I siti patrimonio Unesco, gli itinerari religiosi, le splendide città e i borghi lombardi, devono essere conosciuti nel mondo e diventare un vettore per attrarre turisti.

Continueremo a sostenere la crescita del turismo si sta affermando sempre di più come una delle principali leve per lo sviluppo e la crescita economica. In questi anni Regione Lombardia ha investito in questo settore oltre 60 milioni di euro, per sostenere la filiera del turismo e dell’attrattività, il sistema dell’accoglienza e dell’informazione turistica, la riqualificazione delle strutture ricettive; la promozione delle destinazioni lombarde, in raccordo con i territori e gli stakeholder; la promozione del territorio attraverso il nuovo brand “inLombardia” e una nuova Destination management Organization (DMO).

Dovremo sapere costruire grandi eventi che facciano conoscere le meraviglie della Lombardia, come è stato per l’opera/evento “The Floating Piers”, capace di attrarre sul lago d’Iseo pubblico e media da tutto il mondo.

Come è stato per Milano nel 2015, nei prossimi cinque anni la Lombardia dovrà essere “the place where to be”.

Vogliamo incrementare la diffusione di strumenti come l’Abbonamento Musei Lombardia, che ha avuto un grandissimo successo di pubblico e che si è dimostrato uno strumento di promozione culturale e turistica alla portata di tutti.

CON L’AUTONOMIA LA CULTURA CRESCE

Promuoveremo la gestione diretta dei beni culturali regionali, anche di quelli di cui è titolare lo Stato ma che sono nella nostra Regione. Musei, complessi monumentali, biblioteche, aree archeologiche non possono più subire le lentezze e i ritardi causati da una anacronistica gestione accentrata: le soprintendenze devono essere strumenti di valorizzazione del nostro territorio, non obsolete strutture dove la burocrazia detta le regole.

Al tavolo della trattativa con il Governo per l’ottenimento di maggiori forme di autonomia porteremo da subito la questione della regionalizzazione del Fondo Unico per lo Spettacolo. Solo la vicinanza ai territori consente l’individuazione delle realtà da incentivare e promuovere e la migliore organizzazione dell’offerta culturale anche nel settore dei teatri.

La cultura lombarda va valorizzata su tutti i fronti: la cultura immateriale, basata sulla storia e le tradizioni della nostra Regione, sarà ancora al centro della nostra attenzione.

SPORT: PIU’ IMPIANTI, PIU’ EVENTI, PIU’ALLA PORTATA DI TUTTI

Sosteniamo lo sport come scuola di vita e straordinario strumento di prevenzione e tutela della salute. Per questo intendiamo stanziare risorse per l’ammodernamento deli impianti sportivi, dei campi da gioco e delle palestre scolastiche. Insieme all’Ufficio Scolastico Regionale intendiamo lavorare affinché l’attività motoria sia maggiormente valorizzata all’interno dei percorsi scolastici, proponendo l’incremento delle ore settimanali dedicate allo sport e alle attività all’aria aperta (dunque sfruttando luoghi quali i parchi cittadini o i boschi).

Un’attenzione particolare sarà riservata agli atleti con disabilità, perché possano sempre avere la possibilità di cimentarsi nelle discipline prescelte anche grazie a concreti sostegni.

Sosterremo il progetto, già promosso dal CONI, di completa riqualificazione del centro sportivo Saini, che può dare per la prima volta a Milano e alla nostra Regione un centro di preparazione olimpica e paralimpica destinato a tutti i nostri atleti.

Continuerà il nostro impegno sulla promozione dei grandi eventi sportivi (Gran Premio di Formula uno di Monza, Open di golf, gare di sci, solo per citare alcuni esempi).

Non solo grandi eventi, ma sostegno a 360 gradi a tutte le manifestazioni sportive che si svolgono sul territorio regionale: dagli sport di montagna a quelli d’acqua, dal ciclismo ai giochi di squadra. D’intesa con le società e associazioni sportive studieremo forme di sponsorizzazione degli atleti Lombardi impegnati nelle competizioni internazionali anche al fine di accrescere la visibilità della Regione nel mondo.

INNOVAZIONE E RICERCA, LE CHIAVI DEL FUTURO

Regione Lombardia ha saputo costruire negli anni un ecosistema di innovazione all’avanguardia in Europa, fortemente improntato allo sviluppo e all’innovazione.

Questo sistema, che mette insieme pubblico e privato, negli ultimi anni è arrivato ad investire in ricerca, sviluppo e innovazione oltre il 3% del PIL lombardo: un grande obiettivo, che vogliamo implementare, puntando a superare di alcuni punti percentuali gli investimenti in ricerca e innovazione in Lombardia nei prossimi 5 anni.

UN STRATEGIA CHIARA PER INNOVARE E PER COMPETERE

La Regione negli ultimi 5 anni ha messo al centro la crescita e l’innovazione con un investimento complessivo di 2,4 miliardi di euro, per sostenere la Banda Ultra Larga, l’inserimento delle tecnologie nel terziario, l’ammodernamento delle aziende agricole e la nascita di start up, la mobilità sostenibile, la formazione continua, l’efficienza energetica e la ricerca biomedica.

Per rispondere in maniera sempre più efficace e flessibile alle esigenze emergenti nella società, intendiamo dare continuità alla Strategia di Specializzazione Intelligente di Regione Lombardia, in modo da garantire il raggiungimento degli obiettivi di spesa, che permetteranno a Regione di ottenere ancora più Fondi per la successiva programmazione comunitaria. Uno dei principali obiettivi sarà quello di raggiungere con la Banda Larga e Ultra Larga il 100% del territorio regionale.

UNA NUOVA GOVERNANCE PER LA RICERCA: SEMPLIFICAZIONE AL SERVIZIO DI CHI INNOVA

Uno dei principali obiettivi della XI legislatura sarà quello di dare piena attuazione al nuovo modello di Governance del settore della ricerca disegnato dalla nuova legge regionale n.29/2016, attraverso quegli strumenti, come gli Accordi per la Ricerca e l’Innovazione, che si sono rivelati efficaci e di successo nel creare un collegamento tra mondo della ricerca e mondo delle imprese, promuovendo il trasferimento tecnologico, l’innovazione e la collaborazione tra aziende grandi e medio piccole.

Un passaggio fondamentale sarà, inoltre, quello di elaborare in collaborazione con stakeholder e società civile il primo Programma strategico triennale; fondamentale anche attivare il Foro Regionale per la ricerca e l’innovazione di esperti nazionali e internazionali, che aiutino il Governo regionale a cogliere le tendenze in atto e a trovare soluzioni innovative.

LA RICERCA HA BISOGNO DI INFRASTRUTTURE

La ricerca e l’innovazione hanno bisogno di strumenti, team di lavoro, luoghi idonei al loro sviluppo. Ecco perché nel prossimo futuro vogliamo dare ancora più slancio a grandi progetti di eccellenza che prevedano forti partnership pubblico privato e che concentrino su un territorio e su un’area del sapere grandi investimenti nazionali e internazionali. Questi distretti dell’innovazione sono in grado di attirare, infatti, grandi investimenti pubblici e privati e di garantire nuova vita ad intere aree, dando loro una nuova vocazione (o assecondando una vocazione già consolidata). Ne sono un esempio i grandi progetti del Parco del Sapere, della Scienza e dell’Innovazione che sorgerà nell’ex area Expo, e della Città della Salute e della Ricerca. Penseremo e progetteremo insieme percorsi semplificati per l’adesione a bandi regionali e per la rendicontazione dei risultati. Sarà infatti sempre più fondamentale, per la competitività delle nostre imprese, università e centri di ricerca, snellire le attività di application soprattutto ai bandi europei, velocizzando e facilitando i processi di trasmissione dei fondi alle imprese. PUNTIAMO SULLE PERSONE Sono le persone che fanno l’innovazione: in questo settore più di altri il capitale umano fa la differenza. Anche per questo vogliamo arrivare a ottenere finalmente il riconoscimento della professione di ricercatore, per valorizzare il ruolo del ricercatore non solo all’interno delle università e dei centri di ricerca, ma anche presso le aziende.

ASCOLTARE CHI L’INNOVAZIONE LA FA OGNI GIORNO

Anche attraverso la piattaforma collaborativa regionale Open Innovation, intendiamo avviare un dialogo con i rappresentanti del mondo delle imprese, della ricerca, delle associazioni e delle istituzioni, per identificare insieme i vantaggi competitivi e le specializzazioni tecnologiche più coerenti con il potenziale di innovazione presente sul nostro territorio. L’obiettivo è quello di individuare, in un percorso condiviso, priorità e ambiti applicativi per i fondi regionali e comunitari, al fine di accrescere ulteriormente la competitività del nostro territorio, supportare l’occupazione e promuovere uno sviluppo che punti sulle industrie emergenti.

SICUREZZA DIGITALE: FONDAMENTALE PER LA TUTELA DI CITTADINI, IMPRESE E ISTITUZIONI

La sicurezza digitale è il tema caldo del nostro tempo e toccherà sempre di più tutti i settori della vita pubblica e privata della nostra società. Gli organi di informazione ci raccontano di sempre più numerosi attacchi informatici a imprese e istituzioni che provocano miliardi di euro di perdite alle imprese, mettendo a rischio la loro stessa sopravvivenza (e il lavoro per migliaia di persone), e che costituiscono un rischio per la sicurezza di tutti.

Vogliamo progettare un modello di governance regionale per la gestione dei dati e la cyber security. Il nostro scopo è quello di garantire l’integrità, la disponibilità e la confidenzialità dei dati e delle informazioni gestite dalla PA.

Intendiamo anche incentivare investimenti in sicurezza digitale nel settore privato, da parte delle imprese, in modo che possano operare in piena sicurezza, per salvaguardarne le attività e la proprietà intellettuale e industriale.

SCIENZE DELLA VITA: VOCAZIONE E AVANGUARDIA DI UN TERRITORIO

Milano è la capitale delle Scienze della Vita: la Lombardia è al 2° posto nell’Unione europea (dopo la Germania) per la produzione farmaceutica, con 8 miliardi di euro di produzione annua, con un trend in continua crescita e un export collegato che supera il 70% della produzione; inoltre il 45% del fatturato e degli investimenti nazionali della farmaceutica è concentrato nell’area di Milano.

Questi numeri danno la dimensione della qualità e dell’eccellenza raggiunte in Lombardia dal settore biomedico. Qualità ed eccellenza che vogliamo far crescere, valorizzando gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (IRCCS) e i centri di ricerca d’eccellenza in questo campo, puntando su alcuni settori strategici (come il biotech e la medicina di precisione), per implementare tutta la filiera delle Scienze della Vita.

Menzione speciale merita il Premio Internazionale “Lombardia è Ricerca”, il Nobel della Lombardia per le Scienze della Vita, cui vogliamo dare continuità.

Anche per il settore Ricerca e Innovazione sono previsti forti impatti derivanti dagli esiti della negoziazione con lo Stato per una maggiore autonomia regionale.

L’innovazione ed evoluzione tecnologica vanno più veloci nelle aree con maggior autonomia politica, basti pensare alla Germania o agli Stati Uniti.

Il percorso istituzionale dell’autonomia e la piena attuazione della legge di governance del settore permetteranno di liberare pienamente le potenzialità del territorio lombardo e di rispondere più efficacemente alle sue esigenze di crescita.

AGRICOLTURA: DALLA TERRA ALLA TAVOLA

La Lombardia ha un patrimonio costituito da 250 eccellenze agroalimentari tradizionali, 34 DOP e IGP (il 13% dei prodotti a marchio d’origine italiani), 42 vini a denominazione tra DOCG, DOC e IGT. Siamo la seconda regione italiana per valore economico generato dalle filiere produttive di qualità, con un giro d’affari di oltre 1,2 miliardi di euro per il Food.

Quello agroalimentare è un comparto strategico, chiamato a confrontarsi con importanti sfide globali e locali: da un lato la pressione competitiva delle nuove economie e dalla crescente domanda mondiale di alimenti di qualità, dall’altra la diminuzione delle aziende e la perdita di terreno agricolo.

Occorre comprendere però l’importanza dell’intera filiera, “dalla terra alla tavola”. Per questo riteniamo indispensabile la creazione di un Assessorato che non sia più soltanto legato al mondo agricolo ma anche a tutto ciò che ruota intorno all’alimentazione, per giungere all’elaborazione di politiche davvero integrate e capaci di tutelare sia i produttori sia i consumatori.

Il cibo non si spreca: vogliamo introdurre incentivi per gli operatori del settore alimentare – inclusi quelli della ristorazione sanitaria, scolastica e assistenziale e per tutti gli operatori pubblici e privati della filiera agroalimentare – che donano alimenti o cedono gratuitamente eccedenze alimentari, oppure che operano con il fine della riduzione dello spreco alimentare lungo tutta la filiera.

Proseguiremo nell’attuazione del Programma di Sviluppo Rurale 2014-20 per reperire più risorse a favore delle aziende agricole lombarde. Non dimentichiamo la tutela della redditività d’impresa tramite erogazione dei premi PAC, le agevolazioni per l’accesso al credito, lo sviluppo dei sistemi assicurativi, i servizi di sostituzione e sostegno agli investimenti aziendali.

UN PATRIMONIO DA TUTELARE E PROMUOVERE

La ricchezza e la tipicità dei prodotti lombardi deve essere tutelata e promossa.

L’agropirateria alimentare, secondo l’ultimo rapporto nazionale di Coldiretti, a causa degli accordi di libero scambio siglati dall’Unione Europea con il Canada, il Giappone e i Paesi sudamericani, genera un traffico di oltre 60 miliardi di euro con prodotti alimentari di finto “Made in Italy” e la Lombardia, la regione con l’export più importante, subisce questo danno in maniera superiore alle altre Regioni italiane.

Per questo motivo continueremo a impegnarci nella lotta alla contraffazione alimentare, dannosa per l’economia e la salute. Non possiamo infatti più accettare che i produttori lombardi subiscano ogni anno danni miliardari e siano penalizzati dalla concorrenza sleale dei prodotti che di italiano hanno ben poco oltre un nome scimmiottato (“italian sounding”).

Infine, promuoveremo – nell’ambito della settimana della cucina italiana del mondo promossa dal Ministero degli Esteri – la Giornata della Cucina Lombarda nel Mondo, allo scopo di incrementare la visibilità degli chef lombardi e la conoscibilità del mondo culinario del territorio.

PER UNA IMPRENDITORIALITA’ INNOVATIVA E GIOVANE

Molte aziende agricole, in questi anni, hanno chiuso, ma le imprese che, di contro, hanno resistito sono diventate più grandi; è emerso un nuovo concetto di agricoltura e di allevamento, non più solo produttori di beni, ma anche di servizi; è aumentata la qualità.

Il lavoro legato alla terra e all’allevamento degli animali non passa mai di moda, anzi: è destinato a crescere. Gli studi di settore ci dicono infatti che l’agroalimentare piace ai giovani lombardi: in sei anni questo ambito è cresciuto, complessivamente, del 38%, passando da 16mila ettari coltivati del 2010 a oltre 22mila del 2016. Occorre quindi sostenere l’imprenditorialità innovativa, giovane, capace di concepire e sviluppare progettualità di qualità e di alto livello che sappiano incrementare l’export agroalimentare lombardo e cercare nuovi sbocchi di mercato.

VALORIZZAZIONE DELL’AGRICOLTURA DI MONTAGNA

L’agricoltura deve essere parte integrante anche del percorso di promozione e rivitalizzazione dei territori montani. Attraverso bandi e misure di investimento funzionali alle specificità territoriali, bisogna realizzare un modello di agricoltura che parta dall’imprenditorialità locale e che generi ricchezza senza attivare processi di consumo del territorio e standardizzazione dei prodotti.

Vogliamo promuovere la sicurezza e lo sviluppo delle produzioni agricole, agroalimentari e forestali di qualità e biologiche e vogliamo sostenere la filiera bosco – legno, tutelando il patrimonio forestale demaniale.

Il modello che si intende realizzare guarda a un’Agricoltura Sostenibile che parta dall’imprenditorialità locale e che generi ricchezza senza attivare processi di consumo del territorio e standardizzazione dei prodotti. Nel duro confronto con un’economia che porta alla delocalizzazione delle produzioni e al “dumping” ambientale, sanitario e sociale, occorre pensare al territorio come protagonista, attraverso politiche di ascolto delle aziende e dei tecnici del territorio in tutti i settori, da quello viticolo a quello frutticolo, dal settore zootecnico a quello forestale.

REVISIONE DIRETTIVA NITRATI E ZONE VULNERABILI

Un’attenzione particolare sarà dedicata al tema dei fanghi in agricoltura, pensando a regolamentazioni regionali che impediscano di riversare sui campi lombardi tonnellate di materiale di dubbia sostenibilità ambientale.

Questa questione non può gravare solo sul comparto agricolo – zootecnico: servono infatti percorsi di revisione delle disposizioni vigenti alla luce delle maggiori conoscenze e informazioni scientifiche acquisite in questi anni. Sul versante agricolo, quindi, bisogna migliorare le condizioni di impiego degli effluenti di allevamento per favorirne l’utilizzo, depotenziando la concorrenza della distribuzione dei fanghi e compiendo un’azione forte nei confronti del Ministero dell’Ambiente per ridiscutere i principi di attuazione della stessa direttiva nitrati.

LA SELEZIONE E IL CONTENIMENTO DEGLI ANIMALI SELVATICI

Vogliamo valorizzare il ruolo dei cacciatori come agenti della selezione e del contenimento delle razze selvatiche, con particolare riferimento ai cinghiali, che – come le nutrie – oggi in molti casi provocano situazioni di emergenza per i danni che causano all’agricoltura, alla viabilità, alla sicurezza.

In questa logica vogliamo facilitare il rapporto tra la Regione e i cacciatori (per esempio ripristinando la consegna a domicilio del tesserino venatorio).

Proporremo inoltre di istituire un Osservatorio della Caccia, un tavolo permanente con le associazioni venatorie maggiormente rappresentative in Lombardia, con le quali condividere la gestione della materia, anche in riferimento alle questioni più complesse, come le deroghe.

CON L’AUTONOMIA POTREMO FARE DI PIU’

Vogliamo inoltre più autonomia su alcune materie già di competenza regionale, quali la prevenzione, l’igiene, la tutela della salute, il riconoscimento dei requisiti per l’esercizio delle attività agricole e zootecniche e altre forme di vigilanza e controlli.

Infine, chiederemo piena potestà di prevedere e applicare uniformemente sul territorio lombardo regole certe in tema di tutela dell’ecosistema, inclusa la disciplina della gestione faunistico – venatoria al principale fine di limitare i danni all’agricoltura, garantendo al contempo l’equilibrio della catena alimentare.

AMBIENTE: ARIA, TERRA, ACQUA

Ambiente è l’aria che respiriamo, la terra su cui camminiamo, il luogo in cui viviamo. Per questo motivo, la tutela dell’ambiente deve figurare tra le priorità del programma, poiché incide anche sul miglioramento della qualità della vita, conciliandosi con le esigenze di crescita produttiva e coinvolgendo tutti gli attori del territorio: dalle imprese, ai cittadini, dalle scuole alle pubbliche amministrazioni. Un grande patto per l’ambiente tra mondo pubblico e privato deve essere il punto di partenza per individuare misure efficaci e condivise. Accanto a ciò, non può essere dimenticato il concetto di etica ambientale, quale cornice entro cui definire le politiche di innovazione e ricerca tecnologica.

QUALITÀ DELL’ARIA: UN COMPACT PER LA LOMBARDIA

Il miglioramento della qualità dell’aria implica l’introduzione di misure che coinvolgono diversi aspetti e attori del vivere quotidiano: dalla limitazione alla circolazione dei veicoli più inquinanti, alla concessione di incentivi per la loro sostituzione, dal sostegno del trasporto pubblico locale all’introduzione di standard di sostenibilità energetica per gli edifici.

E’ necessario che tutte le misure siano condivise e discusse da tutti gli attori del territorio, pubblici e privati: imprese, scuole, cittadini, ospedali, enti pubblici, associazioni sindacali e di categoria. L’obiettivo è quello di giungere entro il primo anno di legislatura ad una sorta di Protocollo Lombardo, che rappresenti il principale documento programmatorio-strategico per le politiche ambientali lombarde.

Dovrà inoltre proseguire l’implementazione delle misure previste dal Piano Regionale degli Interventi per la Qualità dell’Aria.

LE NUOVE MOBILITA’

Regione Lombardia darà il buon esempio per un utilizzo sempre più diffuso dell’auto elettrica. Prevediamo infatti la graduale sostituzione del parco auto regionale con auto elettriche, includendo l’installazione di colonnine di ricarica presso i parcheggi regionali a disposizione dei dipendenti. La misura potrà essere estesa anche ad altri enti pubblici.

Si intende, inoltre, confermare le agevolazioni già introdotte nella precedente legislatura al fine di promuovere nuove forme di mobilità (misura zero bollo per auto elettriche), proseguire il piano di acquisto di mezzi pubblici elettrici da destinare al servizio di TPL e incoraggiare l’infrastrutturazione elettrica del territorio (bandi per colonnine elettriche da finanziare attraverso il ricorso a fondi europei).

EFFICIENTAMENTO ENERGETICO

Promuoveremo, iniziative per l’efficientamento energetico degli edifici privati e pubblici (scuole, ospedali, caserme), la riqualificazione dell’illuminazione pubblica, la produzione di energia da fonti rinnovabili e il sostegno alle diagnosi energetiche per le PMI.

PER UNA GESTIONE DEI RIFIUTI SOSTENIBILE

Secondo uno studio del JRC di Ispra nonostante la produzione dei rifiuti urbani sia virtuosa e la percentuale di raccolta differenziata sia in aumento, negli impianti lombardi si brucia la stessa quantità di rifiuti a causa della “importazione” di rifiuti da altre regioni. Per dare un numero, nel 2016, su 1,6 milioni di tonnellate di rifiuti speciali giunte negli inceneritori lombardi, 387mila erano derivate dal trattamento di rifiuti urbani e, di questi, il 34,6% provenivano da dieci diverse regioni. Questa situazione porta a due conseguenze: da un lato, l’alta domanda di smaltimento fa alzare i prezzi (con un aumento che può arrivare al +30%); dall’altro, il generarsi di lunghe attese per lo smaltimento di rifiuti, provoca caos e paralisi negli inceneritori, oltre al rischio di superamento dei limiti di stoccaggio. Per questo motivo, proseguiremo nella battaglia contro il decreto Sblocca Italia per limitare l’ingresso di rifiuti extra-regionali negli impianti lombardi, approfondendo con gli operatori di settore le modalità per affrontare la questione.

EDUCAZIONE AMBIENTALE

Fondamentale sarà, infine, il sostegno a progetti di educazione ambientale: dall’istituzione dell’(H)Earth Day nelle scuole (una giornata interamente dedicata all’ambiente), all’indizione di concorsi o meccanismi premiali destinati agli studenti e alle scuole che incentivano l’utilizzo della bicicletta come alternativa all’auto, etc.

Su questo fronte, un contributo fondamentale potrà giungere dalle associazioni ambientaliste che rappresentano i sensori attraverso le quali la sensibilità ambientale si espande fino ad arrivare alle istituzioni che devono governare i vari fenomeni

PROGRAMMA PREVENZIONE: IL FONDO BONIFICHE

Esistono ancora molte aree che necessitano di interventi di bonifica a seguito della dismissione di aree a vocazione industriale. Nell’ambito del grande programma di investimento in prevenzione che vogliamo realizzare nella nuova legislatura, vogliamo istituire un Fondo permanente destinato a finanziare interventi di bonifica sul territorio lombardo.

AREE PROTETTE E TUTELA DELLE RISORSE IDRICHE

A tutto ciò deve aggiungersi l’impegno per la valorizzazione e tutela delle aree regionali – attraverso la riorganizzazione e razionalizzazione del sistema delle aree protette – e per la gestione delle risorse idriche – tramite il completamento del percorso per il miglioramento del Servizio Idrico Integrato e il potenziamento dello strumento dei Contratti di Fiume.

TERRITORIO: LA NOSTRA TERRA DA TUTELARE

La Lombardia è un territorio di incomparabile bellezza, ma anche molto fragile. Il suolo regionale va costantemente difeso e curato. Continueremo quindi a finanziare gli interventi finalizzati alla mitigazione del rischio idraulico e idrogeologico, tramite manutenzioni e messa in sicurezza di versanti e corsi d’acqua su tutto il territorio regionale.

Negli ultimi anni abbiamo assistito a una riduzione complessiva dei finanziamenti statali per la difesa del suolo e della mitigazione dei rischi idraulici e idrogeologici: gran parte di quanto stanziato a livello nazionale, infatti, è stato ripartito con il criterio 80% alle regioni del sud e 20% alle regioni del centro-nord. In Lombardia basti ricordare gli eventi calamitosi del luglio e del novembre 2014 che hanno generato le esondazioni del torrente Seveso nella città di Milano e nell’area della Brianza. È necessario quindi che in futuro il Governo programmi le risorse adeguate a un territorio fragile e diversificato come quello lombardo, riequilibrando una situazione che, in questo momento, appare decisamente sbilanciata.

Per i prossimi 5 anni, vogliamo programmare le opportune risorse per tutelare molti territori fragili presenti in regione.

Le nuove leggi regionali in materia di difesa del suolo, di prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico e per la riduzione del consumo di suolo e la riqualificazione del suolo degradato costituiscono due provvedimenti normativi unici nel panorama italiano e che ora dobbiamo concretizzare con specifici provvedimenti attuativi. Sicuramente un nuovo provvedimento attuativo riguarderà l’individuazione puntuale degli ambiti fluviali per la ridefinizione delle aree del demanio idrico al fine di migliorarne la gestione demaniale mettendo in sicurezza edifici e residenti attraverso azioni di “polizia idraulica”.

Provvederemo allo sviluppo della pianificazione di sottobacino, al raccordo con i Piani esistenti (PAI e PGRA) e all’incremento dei piani di manutenzione dei corsi d’acqua. Inoltre, sarà necessario coordinare la pianificazione di bacino/sottobacino e la programmazione degli interventi di difesa del suolo. Infine, aggiorneremo i criteri geologici, idrogeologici e sismici di supporto alla pianificazione territoriale e urbanistica per la prevenzione del rischio.

Per tutti questi obiettivi saranno imprescindibili una serie di sinergie con gli Enti del sistema regionale (i Consorzi di Bonifica lombardi, ERSAF, Infrastrutture Lombarde e AIPO), gli Ordini professionali (ingegneri, geologi, agronomi-forestali, geometri, architetti, ecc.). Inoltre, si dovrà perseguire il coordinamento con tutti gli amministratori, (Sindaci e Presidenti di Provincia, Comunità Montane e Presidenti delle Associazioni di Categoria) che hanno permesso e garantito un controllo efficace sull’uso delle risorse stanziate per la buona riuscita degli interventi programmati.

Un occhio di riguardo andrà rivolto al completamento dei lavori per le paratie del lago di Como, ovvero le opere di difesa della città dalle esondazioni del lago, nel rispetto delle esigenze di percorribilità e accessibilità del lungolago.

RIAPRIRE I NAVIGLI

L’acqua è un elemento identitario del territorio lombardo e ne permea ogni luogo: laghi, fiumi, torrenti, canali sono parte caratterizzante del paesaggio. Il sistema delle acque in Lombardia annovera cinque laghi maggiori e diciotto laghi minori, il fiume Po e i suoi quattro importanti affluenti e canali correlati, nonché il sistema dei Navigli.

In particolare, vogliamo raccogliere la sfida della completa riapertura e navigabilità dei Navigli, un’opera certamente ambiziosa sia per l’impegno finanziario che per il numero di soggetti coinvolti, ma che permetterà di realizzare pienamente il collegamento idroviario tra Locarno- Milano – Venezia.

RIDURRE IL CONSUMO DI SUOLO

L’obiettivo di ridurre il consumo di suolo si concretizza nell’orientare le attività di trasformazione urbanistico-edilizie non più verso le aree libere ma su quelle già urbanizzate, degradate o dismesse, da riqualificare o rigenerare.

Il recupero e il rinnovamento edilizio rappresentano oggi un orizzonte imprescindibile per il settore delle costruzioni e una priorità per le politiche regionali, in continuità con l’azione avviata dalla Legge regionale sul consumo di suolo. Uno sviluppo urbano ben progettato e pianificato, infatti, può garantire una crescita controllata e un miglioramento della qualità ambientale.

Le aziende e i cittadini devono poter trovare più conveniente investire negli ambienti già urbanizzati: occorre pertanto puntare su una radicale semplificazione e facilitazione delle procedure e anche sulla riduzione dei costi per la riqualificazione, la ristrutturazione e per la bonifica delle aree (es. sconti su oneri di urbanizzazione).

RECUPERARE LE EX CAVE

Migliorare la gestione delle acque in Lombardia, sia per l’irrigazione dei terreni nei periodi di maggiore siccità sia per la difesa dalle esondazioni, è un punto importante del nostro programma. Per questo continueremo a impegnarci nella valorizzazione e nel recupero di un patrimonio poco conosciuto: le tremila cave dismesse presenti sul territorio lombardo. Gli spazi delle ex cave, infatti, sono molto versatili: possono fungere da serbatoi di acqua, vasche di laminazione oltre che ridare qualità a paesaggi spesso degradati. Fondamentale sarà reperire le risorse, anche governative, per dare nuova vita a questo patrimonio.

CON L’AUTONOMIA

In materia di governo del territorio, vogliamo che la Regione abbia maggiore autonomia in riferimento ai profili sostanziali, procedurali ed economici degli interventi edilizi per meglio venire incontro – così come ci chiedono i professionisti, le imprese, i privati, le amministrazioni – alle esigenze di semplificazione delle iniziative in ambito edilizio.

Chiederemo la regionalizzazione delle risorse per l’attivazione di programmi di difesa del suolo e di mitigazione dei rischi idrogeologici, al fine di soddisfare in modo adeguato le necessità di intervento sui dissesti idraulici e idrogeologici del territorio lombardo.

MONTAGNA: IL CUORE ALTO DELLA NOSTRA IDENTITA’

Le montagne della Lombardia interessano circa il 45% del territorio regionale, sebbene solo 1,2 milioni di cittadini le abitino. La montagna, riconosciuta nella sua specificità e adeguatamente valorizzata, deve poter rappresentare un luogo in cui poter vivere, lavorare e spostarsi senza ostacoli e in ogni momento dell’anno.

Ciò presuppone il rafforzamento di particolari forme di autonomia in capo a chi amministra questi territori.

GOVERNARE LA MONTAGNA

Per assicurare un adeguato soddisfacimento delle esigenze di chi abita e opera in montagna, è necessario potenziare, razionalizzare e semplificare gli organi e gli strumenti di governo. In particolare:

– Estendere il Comitato Paritetico per la Specificità della Provincia di Sondrio a tutti i territori montani, sì da garantire un effettivo confronto nella fase ascendente di formazione delle leggi;

– Definire modalità e criteri per l’individuazione degli indici premiali per le comunità montane come previsti dalla L.R. 19/2015;

– Riprendere il confronto con il Governo per la governance dei territori montani, mortificata dalla Legge Delrio con l’obiettivo di estendere le forme di specialità e di autonomia già riconosciute alla Provincia di Sondrio a tutti i Comuni montani Lombardi.

SVILUPPARE LA MONTAGNA

La montagna è un’opportunità e una ricchezza da promuovere ricorrendo a processi di partecipazione condivisa per l’individuazione delle misure più adeguate di valorizzazione e assegnazione delle risorse, non meramente ispirate a logiche di sovvenzione. In particolare:

– Sviluppo degli strumenti del Fondo Comuni Confinanti, progetto Aree Interne e Fondo Valli Prealpine;

– Sostegno al percorso Montagna Futuro, quale strumento di partecipazione attiva del territorio;

– Concludere il percorso di negoziazione con il Governo in materia di concessioni idroelettriche, privilegiando i ritorni economici su territori montani;

– Attuare modalità innovative di utilizzo dei fondi forestali per la messa a sistema della filiera del legno, della coltivazione del bosco sino alla lavorazione industriale ed edilizia;

– Proseguire le iniziative intraprese nell’ambito della Macroregione Alpina EUSALP valorizzando il ruolo

progettuale di Regione Lombardia, anche per intercettare ulteriori risorse nella nuova programmazione comunitaria;

– Investire sulla digitalizzazione dei servizi per assicurarne la fruizione in mobilità.

Concreto sarà inoltre il sostegno ai giovani imprenditori di montagna e a chi intende intraprendere una nuova attività produttiva in montagna attraverso forme di incentivazione e l’attivazione di sportelli regionali di accompagnamento dedicati. La prima forma di attenzione alla montagna è infatti la difesa delle persone che vi abitano e lavorano.

VALORIZZARE LA MONTAGNA

La montagna deve essere riconosciuta e valorizzata in chiave turistica e culturale. A questo scopo è utile:

– Proseguire nel percorso di valorizzazione in chiave turistica (e sostenibile) intrapreso con l’Anno del Turismo;

– Istituire il 2018 come anno della Montagna (a partire dal 29 maggio 2018) prevedendo iniziative, convegni e manifestazioni che accrescono la conoscibilità delle montagne lombarde;

– Continuare nel programma di investimenti per l’ammodernamento degli impianti di risalita e promuoverne la realizzazione in linea con le richieste del territorio e la tutela del paesaggio;

– Valorizzare i rifugi lombardi come luoghi unici in cui assaporare appieno la straordinaria unicità della montagna e le professionalità della montagna (guide alpine, maestre di sci, rifugisti, agricoltori di montagna)

– Attuare la legge regionale sugli impianti di risalita (l.r.40/2017) attraverso la promozione dei patti territoriali ed il supporto agli investimenti

– Tutelare e valorizzare i negozi di montagna quali presidi sociali del territorio

TUTELARE LA MONTAGNA

La montagna è tuttavia un ambiente fragile da tutelare e preservare. Tutte le iniziative e i progetti che coinvolgono la montagna devono guardare, innanzitutto, al rispetto del paesaggio, dell’ambiente e delle specificità del luogo. A tale proposito, sarà istituito un Assessorato alla Montagna con l’obiettivo di rappresentare un punto di riferimento per il territorio e coordinare le politiche regionali nei diversi ambiti.

SALUTE: CONSOLIDARE L’ECCELLENZA, AUMENTARE LA PROSSIMITÀ

La Lombardia ha un sistema sanitario la cui qualità è riconosciuta a livello internazionale. Ha centri di ricerca e cura di altissimo livello, un’offerta ospedaliera integrata, che vanta ottime sinergie pubblico-privato e che consente ai pazienti – lombardi e non solo – di scegliere dove curarsi in totale sicurezza.

Tutto ciò accade peraltro, nel pieno rispetto degli equilibri di bilancio, il che rende la nostra Regione un caso esemplare.

Nel 2015 è stata approvata la legge di evoluzione del sistema sociosanitario lombardo, che ha avuto come cardine il passaggio dal “curare” al “prendersi cura”, ossia ha incardinato l’azione sul punto di vista del paziente; si è tenuto conto dei dati organizzativi ma anche demografici, che raccontano di una crescente aspettativa di vita ma anche di un sempre maggior numero di malati cronici.

Il cammino è appena stato intrapreso. Vogliamo sin da ora sottolineare alcuni punti essenziali: innanzitutto, vogliamo rimarcare che il fattore umano è la leva capace di fare funzionare ogni processo. La migliore delle riforme non potrebbe essere sostenibile se non fosse dotata di un numero sufficiente di persone su cui poggiarsi, o se queste non fossero adeguatamente preparate. Per questo spingeremo innanzitutto per sbloccare le assunzioni di personale medico e delle diverse professioni sanitarie e per promuovere a ogni livello la formazione continua.

Ancora: abbiamo la ferma convinzione che in questo come in altri settori cruciali il coinvolgimento degli operatori sia una delle chiavi del successo finale. Per questo vogliamo recuperare appieno il prezioso contributo di chi ogni giorno lavora a fianco dei pazienti, e in primis dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta: la loro competenze e la loro esperienza possono risultare preziose lungo il cammino di piena implementazione della Riforma.

Intendiamo completare il percorso di integrazione ospedale-territorio, implementando la rete delle cure intermedie in modo omogeneo in tutta la Regione.

La Lombardia ha già beneficiato di un certo margine di autonomia nel settore sanitario: tuttavia, il confronto avviato con il Governo mira a ampliare la libertà d’azione della nostra Regione, per quanto riguarda ad esempio i già citati vincoli di spesa e le possibilità di formazione, o ancora, per quanto attiene ai modelli organizzativi, che non devono essere calati dall’alto, ma quanto più possibile attenti alle esigenze dei territori.

PREVENZIONE PER IL BENESSERE DEL FUTURO

Siamo convinti che la prevenzione sia innanzitutto una via verso il risparmio delle risorse del domani e per avere condizioni di salute migliori: per questo motivo siamo pronti a investirne di più oggi: il nostro obiettivo è che si possa destinare alla prevenzione fino a 1 miliardo di euro, già a partire da questa legislatura.

Vogliamo attribuire alla prevenzione e ai corretti stili di vita un ruolo sempre più determinante: essa deve essere pervasiva di ogni politica, da quella ambientale e delle infrastrutture, da quella sanitaria a quella sociale, solo per citare alcuni esempi.

Prevenire significa infatti innanzitutto costruire condizioni di vita migliori per i cittadini del futuro: preoccupandoci sia degli screening sanitari (e in particolar modo dell’introduzione della medicina predittiva), sia del miglioramento della qualità dell’aria, sia della creazione delle migliori condizioni per una positiva convivenza sociale.

Sempre più rilevante nel panorama sociale è inoltre lo sviluppo epidemico delle malattie sessualmente trasmissibili, spesso causate dalla mancata conoscenza dei meccanismi di trasmissibilità da parte delle giovani generazioni; promuoveremo dunque campagne di comunicazione finalizzate alla prevenzione.

DIPENDENZE, PREVENZIONE MIRATA E SPECIFICA

Nell’ambito dei disturbi da sostanze e delle dipendenze immateriali occorre fare un passo in avanti, superando il concetto di prevenzione primaria per passare ad una logica di “prevenzione selettiva mirata specifica”. In quest’ambito sarà posta particolare attenzione a contesti comunicativi quali internet, social e deep web.

I tipi di dipendenza e i problemi correlati cambiano con l’andare del tempo; sia nell’ambito delle terapie che della residenzialità occorre dunque aggiornare il sistema, anche tenendo conto dell’integrazione struttura-territorio portata avanti dalla riforma sanitaria.

Individuare precocemente i casi di marginalità e isolamento dalla società è il primo passo verso un percorso globale di assistenza soprattutto alle giovani generazioni.

MAMME SICURE, BAMBINI PROTETTI

Nel modo migliore vanno certamente accolti i nuovi nati. Vogliamo che i fondamentali momenti della gravidanza, del parto e del puerperio siano vissuti in piena sicurezza e serenità. A tal fine istituiremo uno speciale pacchetto di servizi destinati alla mamma e al bambino in tutti e tre questi passaggi.

Prevediamo dunque l’ampliamento dell’offerta di esami già previsti per lo screening neonatale e delle misure di aiuto ostetrico domiciliare alle mamme subito dopo la dimissione dall’ospedale: pensiamo all’istituzione della figura dell’ostetrica del territorio.

Vogliamo quindi promuovere un nuovo modello assistenziale, integrato a quelli attuali, in grado di consentire una continuità nell’accompagnamento alla gravidanza, al parto e al puerperio e una modulazione dell’assistenza alle specifiche esigenze della donna.

L’ostetrica e gli altri professionisti che erogano l’assistenza in gravidanza saranno chiamati a promuovere stili di vita sani che migliorino la salute a breve e a lungo termine della donna, del bambino e della sua famiglia, a condividere con la donna le scelte per il travaglio e il parto, ad informare sul periodo post natale e a sostenere mamme e papà nell’avventura della genitorialità.

Potenzieremo la rete materno-infantile, attualmente formata da 500 professionisti ospedalieri e pediatri, attraverso il coinvolgimento di tutti i servizi e le Istituzioni locali, allo scopo di individuare in maniera precoce situazioni di fragilità. Vogliamo infatti seguire la mamma e il suo bambino anche dopo il parto: proponiamo al riguardo di mettere a disposizione di ogni nuovo nato e della sua mamma un pacchetto di controlli che li seguiranno per alcuni anni, per prevenire e affrontare precocemente le patologie che in alcuni casi seguono la gravidanza e garantire uno sviluppo sano e sicuro del bambino Prevediamo l’aumento dei posti letto di neuropsichiatria infantile e il potenziamento dei servizi e degli interventi a favore dei bambini in difficoltà a vari livelli, la cui continuità sarà garantita da adeguati investimenti e personale. Siamo convinti che l’attuale sviluppo del sistema dei bisogni e della capacità di fornire risposte adeguate alle persone e alle loro famiglie trovi nell’ambito della Neuropsichiatria dell’Infanzia e della Adolescenza un settore di applicazione strategico; l’attenzione ai minori e alle loro famiglie – con riferimento anche a forme patologiche a forte impatto sociale (dall’autismo, ai disturbi dell’alimentazione, dall’incremento di patologie psichiatriche acute al fenomeno dei suicidi tra gli adolescenti,) sarà al centro delle azioni della prossima legislatura.

Daremo attuazione a un piano pluriennale centrato in modo particolare su:

– graduale adeguamento dei posti letto a contratto in Neuropsichiatria e definizione di diverse forme di residenzialità per rispondere ai diversi e complessi bisogni di salute di quest’area, con riferimento alle dotazioni ed ai fabbisogni provenienti dai diversi territori;

– definizione di linee di indirizzo per la transizione delle principali tipologie di utenza NPIA (disturbi psichiatrici, neurologici, disabilità complessa e autismo e disturbi dell’apprendimento) con il coinvolgimento dei servizi e delle associazioni dei famigliari, con particolare riguardo alle situazioni di maggiore complessità;

– rientro in Lombardia dei ragazzi ricoverati in strutture site in altre regioni.

AVANTI CON LA RIFORMA: CI PRENDIAMO CURA DI CHI COMBATTE LA MALATTIA

Provvederemo alla definizione di Percorsi di cura personalizzati per le patologie rare che ad oggi ne sono sprovviste. Il numero di malattie rare conosciute e diagnosticate oscilla tra le 7000 e le 8000, ma è una cifra che cresce con l’avanzare degli studi scientifici e in particolare con i progressi della ricerca genetica. La recente revisione dei Livelli Essenziali di Assistenza ha aggiornato l’elenco delle malattie rare per le quali si ha diritto all’esenzione dalla partecipazione al costo delle correlate prestazioni di assistenza sanitaria. In questa prospettiva provvederemo costantemente ad aggiornare la rete regionale delle malattie rare attualmente costituita da 46 presidi e a sviluppare specifiche azioni di sistema.

Rafforzeremo la rete per la presa in carico dei pazienti affetti da patologie invalidanti.

L’AREU: SERVIZIO ALL’AVANGUARDIA E UN AIUTO PER LA RIDUZIONE DELL’ATTESA

La Regione Lombardia ha già affidato ad AREU, l’Agenzia Regionale per l’Emergenza e Urgenza, il coordinamento dei trasporti sanitari Semplici e l’attivazione del numero unico Europeo a valenza sociale per le cure mediche non urgenti (116-117).

Attraverso l’implementazione di questo servizio si potrà contribuire a un netto decongestionamento delle strutture di Pronto Soccorso, soprattutto in alcuni periodi dell’anno.

SANITA’ DIGITALE

Estensione dei servizi online ai cittadini: semplificazione degli attuali servizi, portare tutti i servizi in mobilità (es. cambio medico ecc.) e nuovi servizi (es. app farmacie di turno aperte). Sviluppo della domotica e sistemi di telemonitoraggio per le fragilità.

PROGETTARE IL FUTURO DELLA SALUTE

Proseguiremo nel fondamentale progetto della Città della Salute e della Ricerca che ospiterà l’Istituto Nazionale dei Tumori e l’Istituto Neurologico Besta, due grandi eccellenze nel campo della sanità e della ricerca italiana e internazionale. Lì avrà sede anche la Scuola di Alta Formazione Universitaria in collaborazione con le Università Statale e Bicocca di Milano.

Abbiamo altri grandi progetti (Nuovo Policlinico di Milano, Ospedali dei Santi Paolo e Carlo, Ospedale di Busto e Gallarate, per citarne alcuni) sui quali intendiamo sin da subito porci all’ascolto dei territori.

ABOLIRE I TICKET È POSSIBILE

Dopo gli interventi già realizzati in questa Legislatura per il taglio dei ticket, continueremo a batterci per arrivare all’abolizione totale del Ticket sanitario, nella certezza che il percorso verso l’autonomia possa rendere più raggiungibile questo traguardo nel corso della legislatura.

SOCIALE: TUTELARE VALORE E DIGNITA’ DELLE PERSONE

Fare politiche per la famiglia non significa solo rispondere a una serie di singoli bisogni o dare assistenza, ma, prima di tutto, sostenere dei “progetti di vita”. Con una precisa progettualità e politiche integrate potremo garantire – soprattutto alle famiglie “giovani”, alle monogenitoriali, a quelle con reali difficoltà economiche o che si trovano a fronteggiare la malattia – una vita dignitosa e autonoma.

Proprio per questo motivo vogliamo continuare con la positiva esperienza del “Reddito di Autonomia”, esempio di politiche integrate – complementari alle iniziative programmate dallo Stato – per riconoscere ai soggetti in temporanea condizione di difficoltà opportunità di accesso a prestazioni in ambito sanitario, sociale, abitativo e di ricerca attiva del lavoro.

La Lombardia è stata la prima regione in Italia ad adottare il “Fattore famiglia”, uno strumento innovativo ed integrativo – nel rispetto della normativa statale – che considera maggiormente i carichi familiari e consente di avere un quadro più dettagliato della posizione economica delle famiglie, con l’obiettivo di erogare i servizi sulla base di reali peculiarità. Il Fattore famiglia prevede importanti elementi di priorità che vanno dalla presenza di un mutuo per l’acquisto dell’abitazione principale, alla presenza di figli, la presenza di disabili in famiglia, di donne in stato di gravidanza e di anziani a carico, garantendo un sostegno concreto dal punto di vista socio-economico alle situazioni di vulnerabilità, ridefinendo meglio la compartecipazione alla spesa per l’accesso ai servizi (casa, trasporti, scuola, sanità), il calcolo di tributi e tariffe e l’assegnazione di voucher e doti.

La famiglia non è solo un soggetto passivo da assistere ma anche una risorsa sociale capace di generare vita, solidarietà e senso civico, da sostenere per lo sviluppo delle sue capacità di autotutela e promozione e nel difficile compito di armonizzazione dei tempi di vita e lavoro.

A ciò deve accompagnarsi un aggiornamento della l.r. 23/99, pioniera nella valorizzazione dell’associazionismo familiare nell’ambito di politiche pubbliche, per sostenere la costruzione dal basso di progetti di mutuo-aiuto con le famiglie e le loro realtà aggregative, promuovendo un modello di welfare sussidiario attraverso l’attivazione di una collaborazione più stretta con il privato sociale.

Alla riforma sanitaria e sociosanitaria deve inoltre seguire, integrandosi con essa, una profonda e organica revisione della legge regionale dell’area sociale (n. 3 del 2008) riguardante il governo della rete degli interventi e dei servizi alla persona, e lo sviluppo della cosiddetta “cartella sociale”, anche nell’ottica di rendere più facile per i cittadini l’accesso ai servizi.

ITALIANI SEMPRE PIU’ LONGEVI

In Lombardia, come nel resto dell’Italia, negli ultimi dieci anni è aumentata la quota della popolazione anziana (over 65) che, a gennaio 2016, rappresentava il 21,9 per cento dei cittadini della regione. I lombardi, inoltre, sono i più longevi d’Europa con un’aspettativa di vita di 83,2 anni, contro una media nel Vecchio Continente di 81,1 anni. Ciò comporta una grande sfida per il sistema di welfare: occorre far fronte all’aumentata domanda di servizi sanitari, fortemente legata all’invecchiamento della popolazione e che comporta un aumento di costi nella sanità. Occorre garantire quindi un welfare che riesca a proteggere tutte le generazioni dall’incertezza.

Presteremo una forte attenzione agli anziani soli, privi di un contesto famigliare, sviluppando e promuovendo sempre più interventi di “prossimità” e di vicinato solidale che rompano la solitudine e sostengano l’inclusione sociale prevenendo i danni sia psicologici che fisici che spesso la solitudine determina.

Nelle residenze che accolgono i nostri anziani e disabili, oltre alla implementazione delle politiche di videosorveglianza, vogliamo realizzare percorsi che coinvolgano e responsabilizzino i gestori nel monitorare e intervenire nel caso di comportamenti problematici dei loro collaboratori.

Proseguiremo con le azioni di prevenzione e contrasto al fenomeno delle truffe agli anziani, come previsto dalla ns. Legge Regionale 3 maggio 2011, n.9 “interventi regionali per la prevenzione e il contrasto della criminalità”.

UN AIUTO PER CHI HA BISOGNO DI UNA BADANTE

In Lombardia il 22% della popolazione è rappresentata da anziani con più di 65 anni. Il crescente aumento della popolazione anziana si accompagna all’incremento di patologie in condizioni di fragilità croniche e degenerative e quindi al progressivo aumento delle persone e di non autosufficienza parziale o totale.

In questo contesto – oltre all’adeguamento della rete dei servizi e dei progetti che svolgono un ruolo fondamentale di sostegno e tutela – è importantissimo garantire un supporto diretto agli anziani al loro domicilio e alle famiglie che li assistono. In questa prospettiva proporremo l’introduzione di un contributo integrativo per sostenere il costo di un assistente familiare, con regolare contratto, dedicato all’assistenza e alla cura della persona fragile ultrasessantacinquenne, con la possibilità di una sua estensione a persone in condizioni di non autosufficienza temporanea o parziale.

Questa misura si inserisce nel percorso già avviato da Regione Lombardia con la legge regionale. 15/2015 “Interventi a favore del lavoro di assistenza e cura svolto dagli assistenti familiari”.

FONDO UNICO DISABILITA’ – MIGLIORARE LA QUALITA’ DELLA VITA

In Regione Lombardia il sostegno alle persone con disabilità (o non autosufficienti) ha subito, nel corso degli anni, un’evoluzione caratterizzata da una maggiore attenzione alla famiglia e al contesto sociale in cui la persona è inserita. Occorre accorpare e amministrare le risorse dedicate alla disabilità e alla non autosufficienza con una logica di “progetto di vita”. Occorrerà individuare delle misure integrative al Fondo Nazionale Non Autosufficienze (FNA) al fine di migliorare la qualità della vita dei disabili “gravissimi”.

Particolare attenzione sarà dedicata ai piccoli con disabilità: intendiamo destinare risorse per la realizzazione di parchi giochi inclusivi: il gioco è un diritto per tutti i bimbi.

PIU’ SOSTEGNO ALLE FAMIGLIE

L’attesa di un figlio – sia che arrivi in famiglia direttamente o sia adottato – è certo un momento di grande gioia ma anche – spesso – fattore di inquietudine e timori.

Sicuramente una delle paure più grandi è quella di non riuscire a garantire una adeguata cura dei propri figli, soprattutto dagli 0 ai 3 anni, forse la fase più delicata e, paradossalmente, con meno garanzie per le famiglie in generale e per le madri in particolare.

In Lombardia la percentuale di bambini da 0 a 3 anni che hanno usufruito dei servizi di cura per l’infanzia è superiore alla media italiana e del Nord-Ovest. Il posizionamento della Lombardia rispetto al resto del Paese è motivato dai redditi delle famiglie più elevati e dalla maggiore inclusione delle donne nel mondo del lavoro. Regione Lombardia, nella passata Legislatura, ha garantito la misura “Nidi gratis” a 15mila famiglie con una spesa di 32 milioni all’anno. Il nostro obiettivo è ampliare gradualmente la platea dei beneficiari, anche per consentire alle madri di reinserirsi più facilmente nel mondo del lavoro.

Il nostro sostegno andrà soprattutto a quei genitori lavoratori che, ogni giorno, a costo di grandi sacrifici ed equilibrismi, riescono a conciliare gli impegni familiari e quelli lavorativi. Dovremo continuare nel quadro delle attività già messe in campo da Regione Lombardia per la conciliazione vita-lavoro, per il welfare aziendale e per la sperimentazione di nuove forme di sostegno alla genitorialità (come i voucher per l’acquisto di servizi di baby sitting oppure i contributi utili a pagare i servizi per l’infanzia pubblici o dei servizi privati accreditati).

Nell’ambito della conciliazione vita-lavoro vogliamo creare un’alleanza sempre più solida con le aziende per far conoscere e promuovere i benefici del welfare aziendale; ciò rappresenterà un ulteriore passo verso la proficua collaborazione pubblico-privato già sperimentata nella nostra regione, in particolare mirando a incentivare la costruzioni reti di welfare insieme a piccole e medie imprese, comuni e terzo settore, in modo da fare massa critica di risorse, generare sinergie e nuove opportunità occupazionale nell’ambito di servizi che soddisfino le esigenze personali e familiari dei lavoratori e contribuiscano a migliorare la produttività delle aziende.

Sicuramente un altro sostegno concreto andrà dato ai genitori separati o divorziati che, sempre più spesso, si trovano in gravissime difficoltà economiche e in emergenza abitativa, offrendo, dove possibile e se desiderati, anche dei programmi di mediazione familiare.

ASSOCIAZIONISMO E VOLONTARIATO: UN PRIMATO TUTTO LOMBARDO

I lombardi sono al primo posto in Italia per disponibilità ad aiutare gli altri. Il 14% dei cittadini residenti in regione (uno su sette), nel 2016, si è dedicato ad attività gratuite di volontariato, a fronte di una media nazionale dell’11%. Nella nostra regione sono più di 7.000 le Associazioni e le Organizzazioni di volontariato che operano nel settore assistenziale, culturale, educativo e sociale. Continueremo a valorizzare e a sostenere questa preziosa risorsa senza la quale molte delle attività educative e assistenziali non potrebbero esistere.

Inoltre, continueremo a promuovere la leva civica volontaria regionale, un’esperienza di cittadinanza attiva per la formazione di donne e uomini consapevoli, partecipi, responsabili, solidali.

PARI OPPORTUNITA’

La Lombardia già oggi concentra sul proprio territorio il maggior numero di dirigenti donne nel settore privato: è un piccolo segnale positivo, una testimonianza del contesto favorevole nel quale ci muoviamo.

La strada verso una effettiva parità di genere è lunga, ma è per noi uno degli obiettivi più rilevanti nella prossima legislatura. Ci impegneremo nella promozione delle pari opportunità tra donne e uomini, la qualità della vita e l’accesso delle donne al mercato del lavoro.

CONTRO LA VIOLENZA DI GENERE

Investiremo in azioni strutturate e integrate volte al contrasto del fenomeno della violenza e dello stalking contro le donne, favorendo il riconoscimento e il potenziamento delle Reti territoriali antiviolenza già attive e operanti sul territorio e favorendo la costituzione di nuove reti territoriali interistituzionali. Favoriremo programmi nelle scuole di sensibilizzazione e prevenzione al fenomeno della violenza di genere.

CONTRASTO ALLA LUDOPATIA

Negli ultimi anni, dopo l’approvazione di una specifica legge regionale, la Lombardia ha messo in campo numerose iniziative per prevenire e contrastare il gioco d’azzardo patologico. Sono diversi i fronti su cui dobbiamo intervenire: la sensibilizzazione dei giovani sui pericoli derivanti da un non consapevole approccio al gioco; i corsi di aggiornamento per gli esercenti; il sostegno a chi ha sviluppato forme di dipendenza, attraverso una specifica assistenza sociale, psicologica e sanitaria.

In tema di contrasto al gioco d’azzardo patologico chiediamo allo Stato la competenza esclusiva sulla determinazione delle distanze dei punti gioco dai luoghi sensibili.

LOTTA AI DISTURBI ALIMENTARI

I disturbi alimentari sono patologie trasversali gravi e invalidanti che colpiscono in Lombardia almeno 600.000-800.000 persone in una fascia di età che si estende dai 10 a 45 anni. Tali disturbi, che colpiscono popolazioni fragili come gli adolescenti, se mal curati causano cronicità importanti. L’anoressia negli adolescenti è la seconda causa di morte dopo i suicidi e/o traumi. Tutto ciò dovrebbe meritare la giusta attenzione garantendo una pianificazione che sancisca percorsi di cura certi, immediati ed efficaci, grazie ai diversi centri di eccellenza presenti sul nostro territorio.

ANIMALI DI AFFEZIONE

Sono centinaia di migliaia i lombardi che hanno in casa un amico animale: intendiamo porre la dovuta attenzione a quelli che per molti sono compagni di vita.

Occorre istituire un servizio sanitario veterinario regionale che, con la compartecipazione del cittadino, faciliti le cure dedicate agli animali.

Vogliamo promuovere la protezione e la tutela degli animali di affezione, condannando ogni tipo di maltrattamento e l’abbandono. Continueremo a implementare le banche dati di Regione Lombardia con le informazioni relative ai nostri animali da compagnia e alle strutture, quali canili rifugio, sanitari e allevamenti, che operano sul territorio lombardo.

Infine, alla luce del comprovato e straordinario valore terapeutico degli animali d’affezione, porteremo avanti le iniziative volte a permetterne l’accesso – controllato e in particolare per i casi di lungodegenza e malati terminali – alle strutture sanitarie e sociosanitarie lombarde, siano esse pubbliche o private accreditate.

CASA: LEGALITA’, DECORO

Dare risposte adeguate al problema abitativo in Lombardia è una priorità. Occorre tenere presente le esigenze derivanti dalle modificazioni avvenute nella composizione sociale delle famiglie lombarde, con un occhio di riguardo alle persone più vulnerabili: disabili, anziani, genitori separati o divorziati, giovani coppie.

AFFITTO AZZERATO PER GLI OVER 70

La morosità colpevole danneggia chi rispetta le regole e chi aspetta un alloggio popolare da tempo. Per questo motivo proponiamo che i cittadini con più di 70 anni, che hanno sempre pagato regolarmente l’affitto, abbiano il canone d’affitto delle case popolari azzerato.

Per quanto riguarda l’edilizia pubblica è necessario innanzitutto assicurare un piano di riqualificazione radicale e programmata del patrimonio, cominciando dalla ristrutturazione edilizia e impiantistica e dalla riqualificazione ambientale ed energetica di interi edifici e quartieri.

MANUTENZIONE DEGLI EDIFICI ED AGEVOLAZIONE AI GIOVANI COMMERCIANTI

Non vogliamo solo riqualificare gli edifici, ma anche i contesti urbani in cui sono inseriti, valorizzando le aree verdi, gli spazi commerciali e i luoghi di incontro e socialità: solo così potremo rivitalizzare zone che oggi sembrano destinate a diventare semplici dormitori o, ancora peggio, “terre di nessuno”.

Ci occuperemo dunque di un piano di manutenzione degli edifici e, per dare nuova vita ai quartieri di edilizia residenziale pubblica, azzereremo nei primi due anni di avvio attività, il canone per le associazioni di volontariato e per i giovani impegnati nell’avviamento di attività nell’ambito del commercio / dell’artigianato / della nuova impresa, all’interno degli edifici ALER. Per questi ultimi poi, dopo i primi due anni dall’inizio delle attività, si potranno prevedere degli affitti calmierati.

È nostra volontà infine intensificare il recupero e l’assegnazione degli alloggi e gli spazi a oggi inagibili o chiusi, accompagnando questo obiettivo ad azioni di rigenerazione dei quartieri più degradati.

CONTROLLO E TUTELA

Pretenderemo sicurezza dagli organi competenti, sollecitando gli interventi delle Prefetture e delle Forze dell’ordine per il ripristino della legalità; proseguiremo nelle iniziative di installazione di sistemi di videosorveglianza presso gli edifici del patrimonio ALER, per garantire sicurezza agli aventi diritto.

Tecnologia e controllo permetteranno di rispondere al bisogno di sicurezza degli inquilini onesti che subiscono ogni giorno occupazioni abusive. Potenzieremo il servizio di portierato e custodia per tutelare le abitazioni e come presidio sul territorio.

AFFITTI CALMIERATI

Esiste una fascia sempre più ampia di cittadini non in grado di accedere al libero mercato e priva dei requisiti minimi per l’edilizia residenziale pubblica: si pensi ai giovani desiderosi di rendersi indipendenti dalle famiglie di origine ma costretti a barcamenarsi tra lavori saltuari e poco remunerativi; agli studenti e ai ricercatori provenienti da altre Regioni o Paesi; agli anziani, alle famiglie monoparentali. Per tutti costoro occorre pensare a fasce di affitto calmierato.

PRIMA CASA

Quello della prima casa è un bisogno in continua crescita da parte delle famiglie e delle giovani coppie. Per questa ragione, oggi più che mai, le politiche per la casa rappresentano un pilastro fondamentale delle politiche per la famiglia. Introdurremo il sostegno economico per gli affitti attraverso voucher/contributi a fondo perduto utili all’abbattimento del canone di affitto mensile; stipuleremo un patto con il sistema bancario per favorire nuove forme di agevolazione dei mutui attraverso l’abbattimento percentuale del tasso di interesse; forniremo garanzie allo scopo di facilitare prestiti e microcrediti a giovani coppie che si trovano ad affrontare spese connesse all’abitazione o a progetti di vita familiari; favoriremo sperimentazioni di nuovi progetti pubblico-privati, come Abit@giovani, che propone appartamenti tramite la formula dell’affitto e altre iniziative di housing sociale.

SICUREZZA: DIRITTO INALIENABILE DEI CITTADINI

La sicurezza dei cittadini lombardi è una priorità assoluta del nostro programma. Vivere in un luogo sicuro significa potersi spostare, lavorare e fare impresa, godersi il tempo libero. Significa guardare al futuro con serenità e ottimismo. Vogliamo una Regione sicura per tutti, senza compromessi e senza eccezioni.

Per questo intendiamo, innanzitutto, per la sicurezza dei cittadini e delle loro abitazioni, intensificare il controllo del territorio attraverso un’adeguata presenza delle forze preposte a garantire la legalità anche in attuazione della Legge Regionale 6/2015; istituire un sistema di raccolta on time delle segnalazioni provenienti da cittadini attraverso ogni canale, social media compresi.

Vogliamo investire sui territori e i Comuni affinché sia garantito un presidio costante dei mezzi pubblici e dei luoghi più a rischio, sfruttando le nuove tecnologie digitali. Attraverso l’installazione capillare di strumenti di videosorveglianza, anche tramite l’attivazione del videocontrollo dei varchi cittadini, intendiamo prevenire e contrastare quanto più possibile gli atti di criminalità e vandalismo, individuando le aree a più alto rischio e promuovendo l’organizzazione di iniziative di controllo del vicinato. Attenzione sarà rivolta alla formazione della polizia locale, promuovendo la realizzazione dell’Accademia della Polizia Locale nella città di Bergamo, unificando e sistematizzando tutti i corsi in un’unica sede.

La realtà lombarda, a causa della presenza di un tessuto produttivo vitale, è oggetto di crescente interesse da parte delle associazioni di stampo mafioso. L’odioso fenomeno delle mafie deve essere affrontato e combattuto con fermezza anche dal governo regionale, in coordinamento con le autorità nazionali competenti. In continuità con la Legge regionale 17/2015, la legislatura intende potenziare le misure in tema di confisca dei beni, strumento fondamentale per “prosciugare” le casse dei clan mafiosi. Sul punto, intendiamo investire nella formazione sulla gestione dei beni confiscati, specie di quelli aziendali, con l’obiettivo di assicurare la continuità aziendale di quelle attività economiche e imprenditoriali sottoposte a sequestro che, nella gran parte dei casi, sono destinate a fallire. Sul tema dell’usura e dell’estorsione, intendiamo confermare e incrementare il Fondo regionale di prevenzione del fenomeno dell’usura e dell’estorsione e intensificare la collaborazione con quelle associazioni e organizzazioni che lavorano, ogni giorno, per contrastare i focolai mafiosi. In tema di lotta al terrorismo, intendiamo difendere la legge regionale 24/2017 che introduce norme per l’aiuto e l’assistenza alle vittime del terrorismo e favorire ogni misura per il contrasto alla radicalizzazione violenta, attraverso la cooperazione con le forze di Polizia e le scuole.

La sicurezza nella nostra regione passa anche dalla tutela del territorio e dell’ambiente: occorre sostenere e valorizzare le oltre 25mila GEV (Guardie Ecologiche Volontarie) e GAV (Guardie Ambientali Volontarie) che operano nella regione, nei parchi, nel territorio il cui ruolo deve essere riorganizzato tenendo conto delle attività del mondo del volontariato.

PROTEZIONE CIVILE

Promuoveremo la regionalizzazione della Protezione Civile, al fine di consentire una migliore organizzazione e una più efficace rispondenza alle esigenze del territorio. Proseguiremo le iniziative per la formazione dei volontari di protezione civile, dedicando un’attenzione particolare al tema delle procedure di allertamento. Sosterremo inoltre le iniziative di avvicinamento dei giovani al mondo della Protezione Civile.

Garantiremo assistenza tecnica di Regione Lombardia a tutti i Sindaci lombardi per la redazione e il costante aggiornamento dei Piani di Emergenza comunali di Protezione Civile.

SOSTEGNO VIGILI DEL FUOCO VOLONTARI

Proseguiremo nell’azione avviata da Regione Lombardia a sostegno dei distaccamenti dei Vigili del Fuoco volontari e per il potenziamento del relativo bando regionale Vigili del Fuoco volontari, che ha permesso per la prima volta nel 2017 un aiuto concreto per l’acquisizione di mezzi e per la formazione del personale del corpo dei volontari, che conta 1600 persone attive sul territorio regionale suddivisi in circa 70 distaccamenti. Proseguiremo inoltre nel percorso finalizzato a ottenere maggiori competenze regionali sulla gestione del Corpo dei Vigili del Fuoco.

NO MOSCHEE ABUSIVE

La legge regionale sulla realizzazione di nuovi luoghi di culto – nel rispetto del principio delle libertà religiose – definisce regole chiare e puntuali: non possono essere costruite nuove strutture se non rispondono a criteri basati sulla sicurezza dei cittadini. Una limitazione importante per il proliferare di moschee abusive che grazie alla nostra azione di monitoraggio ha permesso di evidenziare numerosi casi ‘border line’ o palesemente clandestini, con luoghi di culto improvvisati e soprattutto senza controllo di chi le frequenta in magazzini, scantinati e abitazioni private.

STOP ALL’IMMIGRAZIONE IRREGOLARE

L’immigrazione clandestina rappresenta un problema concreto per la sicurezza dei cittadini. Bisogna fare chiarezza e non demagogia: gli immigrati regolari, che in Lombardia sono 1 milione e 200 mila, hanno possibilità di accedere a tutti i servizi e la Regione Lombardia ha dimostrato di essere una delle poche regioni nell’applicazione dei percorsi di integrazione verso coloro che vogliono rispettare le nostre regole. Il discorso è diverso per le decine di migliaia di clandestini che sono arrivati in Lombardia in questi anni. Chi non ha diritto a rimanere deve essere rimpatriato immediatamente, come prevede la legge, a tutela della sicurezza dei lombardi. Su questo non si può transigere.

INFRASTRUTTURE: PIU’CONNETTIVITA’ = PIU’COMPETITIVITÀ

Migliorare la connettività della Lombardia significa rafforzarne la competitività e lo sviluppo socio-economico.

Innanzitutto, il rilancio di una decisa iniziativa regionale per un Piano Strategico per le infrastrutture del futuro, che dovrà essere realizzato sulla base di una forte programmazione regionale e delle richieste del territorio, tenendo conto, sin dalle fasi iniziali, della sostenibilità ambientale, economica e finanziaria dei progetti e prevendendo un utilizzo efficiente delle risorse e il rispetto dei tempi di realizzazione.

Completamento delle opere già avviate, ottimizzazione delle infrastrutture esistenti, miglioramento della competitività del sistema aeroportuale lombardo, miglioramento del servizio di trasporto pubblico collettivo, riduzioni delle emissioni e degli impatti ambientali; supporto alla riduzione dell’incidentalità stradale, e completamento della rete ciclabile integrata sono gli obiettivi delle politiche infrastrutturali per i prossimi cinque anni, nel rispetto delle recenti norme in materia di consumo del suolo e con lo sguardo costantemente rivolto all’ambiente e al territorio.

Puntiamo al completamento degli interventi infrastrutturali già previsti e finanziati.

L’ottimizzazione delle infrastrutture esistenti si concretizzerà nell’elaborazione di un Piano di manutenzione delle strade. Saranno inoltre valorizzate le iniziative per il miglioramento della viabilità interregionale, a partire dal completamento e ammodernamento dei ponti sul Po e la riapertura e navigazione dei navigli.

Iniziative importanti saranno assunte a favore dei “pendolari autostradali”. Nel rispetto del principio di continuità aziendale del soggetto concessionario, proseguiremo nello sforzo di ottenere la gratuità delle tangenziali di Como e Varese; negozieremo con il Ministero delle Infrastrutture sconti per i frequently users delle Tangenziali Milanesi e dei tratti metropolitani delle principali arterie autostradali lombarde (A4, A8, A9) in concessione a Milano Serravalle e Autostrade per l’Italia. Proseguendo e incrementando le forme di agevolazione per carpooling o a chi possiede un’auto elettrica.

In tema di percorsi ciclabili e mobilità dolce, in attuazione al Piano Regionale della Mobilità Ciclistica, consideriamo prioritaria la realizzazione delle tre ciclovie di livello nazionale “VenTo – Ciclovia del PO”, “Sole” e “Ciclovia del Garda” e il completamento dei 17 percorsi ciclabili lombardi anche attraverso l’introduzione di una segnaletica comune.

Grande attenzione sarà inoltre, rivolta al tema della logistica e dell’intermodalità, attraverso l’approfondimento e lo sviluppo del nascente polo della logistica del Nord-Ovest.

IL SISTEMA AEROPORTUALE LOMBARDO: MALPENSA PRENDE IL VOLO.

Il Piano Regionale della Mobilità e dei Trasporti riconosce Malpensa come aeroporto intercontinentale multivettore e centro del sistema aeroportuale lombardo. Per accogliere a Malpensa i 40 milioni di passeggeri previsti nel 2030 dalla programmazione nazionale e favorirne il rilancio come gate intercontinentale, è necessario prevedere continui investimenti sull’aeroporto sul fronte airside (piste, cargo city, gate e nuovi servizi), e assicurare un’accessibilità efficiente allo scalo di tipo multimodale e su scala extraregionale. Malpensa, grazie alla sua collocazione strategica, deve rafforzare il suo ruolo di infrastruttura strategica per il Paese, in coerenza con quanto previsto dal piano nazionale aeroporti.

Il raggiungimento di questo obiettivo non può prescindere dal potenziamento della rete viaria e autostradale di accesso a Malpensa. Quanto al sistema ferroviario, chiederemo con forza a Trenitalia di ripristinare il collegamento diretto dei treni ad alta velocità con l’aeroporto di Malpensa.

Le positive performance registrate in termini di passeggeri e merci da parte degli altri scali lombardi (Linate, Orio al Serio e Brescia Montichiari) costituiscono uno stimolo a fare ancora di più affinché si consolidi il sistema aeroportuale lombardo a servizio delle esigenze di trasporto del Nord Italia e dell’area macroregionale alpina europea, creando opportune sinergie tra i vari scali lombardi. Tra le opere prioritarie in programma, prevediamo di realizzare il collegamento ferroviario tra la città di Bergamo e l’aeroporto di Orio al Serio.

MOBILITÀ: VIAGGIARE IN SICUREZZA

Il Governo lombardo è primo in Italia per i fondi stanziati per i trasporti su rotaia: tra il 2005 e il 2015 ha investito complessivamente 1 miliardo e 654 milioni di euro. Un investimento che viene premiato dai cittadini lombardi, come testimonia il dato sull’incremento dei pendolari, che possono contare su oltre 2.300 corse ogni giorno.

Vogliamo che i pendolari lombardi possano viaggiare su treni nuovi, sicuri, puliti e puntuali.

Per questo motivo, in linea con il Piano Regionale della Mobilità e dei Trasporti, vogliamo proseguire l’importante investimento da 1,7 miliardi di euro per l’acquisto di 160 nuovi treni, che andranno a sostituire i mezzi più vecchi, garantendo così una flotta sempre moderna e funzionante.

Inoltre, daremo un indirizzo perentorio alla società di gestione della rete per ottenere sempre maggiore attenzione alla sicurezza della rete rotabile, tramite la redazione di un piano straordinario di manutenzione.

Insieme a RFI sarà predisposto un piano urgente per la manutenzione e l’ammodernamento della rete ferroviaria che dovrà poter contare su investimenti adeguati.

Il Voucher Mobilità consentirà di prevedere tariffe scontate per i 700.000 pendolari lombardi e libertà di scelta nell’ambito dei servizi del settore mobilità: si permetterà così al cittadino di scegliere come spendere le risorse che Regione mette a disposizione per abbattere il costo del trasporto.

Parallelamente, contribuiremo alla realizzazione degli interventi prioritari sull’infrastruttura ferroviaria, al fine di incrementare il servizio ferroviario regionale in aree a bassa o insufficiente infrastrutturazione.

Gli sforzi saranno, in particolare, concentrati sulla realizzazione delle infrastrutture prioritarie per il territorio ed in accordo con le esigenze dei cittadini.

Nel percorso di consolidamento e crescita di Trenord all’interno del sistema di trasporto pubblico locale e dell’attuazione del piano di investimento (nuovi treni) puntiamo a rafforzare la governance regionale: dovrà essere chiara e sicura la partecipazione di Regione Lombardia alla governance societaria, anche, se necessario, tramite l’acquisizione della maggioranza della società, con l’obiettivo di continuare ad aumentare standard sempre migliori del servizio di trasporto pubblico. In merito ai processi di integrazione del servizio (Atm-Trenord, Sea-Sacbo) vogliamo rendere Regione Lombardia sempre più protagonista per favorire sinergie di mercato ed efficienze industriali che possano generare valore aggiunto per i cittadini e le imprese e siano realmente utili ed efficaci per il territorio di riferimento.

I pendolari lombardi devono poter viaggiare a qualsiasi ora del giorno, sentendosi sicuri e a proprio agio. A partire dal 2015, Regione Lombardia finanzia il potenziamento del Security Team di Trenord: 150 operatori presenti sui treni e nelle stazioni in Lombardia con il compito di vigilare e tutelare il viaggio dei pendolari e del personale Trenord.

Dal 2017, il numero di guardie giurate particolari in servizio è stato incrementato a 54 unità. Questa iniziativa, per la quale Regione Lombardia ha stanziato 2,2 milioni €, si aggiunge allo stanziamento di oltre 6 milioni €, rinnovato per il 2018 per garantire il trasporto gratuito del personale delle Forze dell’Ordine e dei militari delle Forze Armate.

Per i prossimi cinque anni, vogliamo ulteriormente incrementare il numero di addetti alla sicurezza e, insieme a Trenord e Ferrovie dello Stato, elaborare un Action Plan per la Sicurezza delle Stazioni che preveda l’installazione di tornelli di ingresso nelle principali stazioni del territorio e il montaggio di telecamere di videosorveglianza in tutte le stazioni.

Infine, relativamente al Trasporto Pubblico Locale, si potrà contare su risorse adeguate a garantire mezzi moderni e sicuri.

Valorizzeremo inoltre il trasporto urbano tramite il prolungamento di alcuni tratti delle metropolitane.

Continueremo ad accompagnare il percorso attivato con le imprese di trasporto per garantire l’avvio di un sistema di integrazione tariffaria moderna e adeguata alle nuove esigenze di mobilità, anche sulla base delle moderne tecnologie IT.

LA LOMBARDIA NEL MONDO

Tra le materie oggetto di trattativa con il Governo per l’autonomia, figurano i rapporti internazionali e con l’Unione Europea. Con questa competenza, la Lombardia potrà rafforzare la propria posizione all’interno del contesto internazionale, negoziando – nel quadro della politica estera nazionale – con i Paesi confinanti e con l’Union Europea nelle materie che più stanno a cuore dei lombardi.

Attraverso lo strumento dell’intesa, la Lombardia potrà promuovere cooperazioni di natura economica, commerciale e culturale con i Paesi strategicamente più interessanti per le imprese lombarde: dall’area balcanica ed Est Europa (attualmente in forte espansione) alla Russia agli Stati Uniti e il Sud Est Asiatico.

In tema di internazionalizzazione delle imprese, si intendono confermare i programmi di supporto e sostegno alle aziende lombarde che vogliono aprirsi ai mercati esteri.

Da confermare è la partecipazione di Regione Lombardia alle associazioni e strategie macroregionali europee.

Tra queste, innanzitutto, la Strategia Macroregionale Aplina (EUSALP), con la l’ottenimento della Presidenza 2019, i Quattro Motori per l’Europa e la Regio Insubrica, quale tavolo di confronto per la difesa dei diritti dei nostri lavoratori transfrontalieri e intervenire più incisivamente nella cooperazione transfrontaliera. Rispetto a questo tema, Regione Lombardia dovrà essere in grado di tutelare con politiche fattive e responsabili, i lavoratori lombardi rispetto alla tassazione sui frontalieri, i ristorni ai comuni e le opportunità di trasporto pubblico.

Per rispondere in maniera sempre più efficace e flessibile alle esigenze emergenti nella società, intendiamo dare continuità all’attuazione del Piano operativo regionale relativo al Fondo europeo di sviluppo regionale (POR FESR 2014-2020) e della Strategia di Specializzazione Intelligente di Regione Lombardia, in modo da garantire il raggiungimento di importanti obiettivi anche sul piano della prossima programmazione comunitaria.

Continueremo a sostenere la presentazione di bandi e progettualità all’interno del Programma INTERREG (che ha visto lo stanziamento per il periodo 2014-2020 di circa 160 milioni di euro) per finanziare progetti comuni tra Regioni e territori di confine Lombardia-Svizzera.

Nei rapporti con l’Unione Europea, puntiamo a veder riconosciuta una maggior tutela dell’agroalimentare lombardo, anche rispetto al tema delle sanzioni russe che provoca alle aziende danni per miliardi di euro ogni anno.

Insisteremo presso la Commissione Europea affinché venga riconosciuta la specificità del Bacino Padano limitando così il rischio di procedure di infrazione; difenderemo le posizioni degli autotrasportatori, fiaccati dalla concorrenza sleale proveniente dall’Est Europa. A questo proposito, intendiamo valorizzare la presenza e il ruolo di “Casa Lombardia” a Bruxelles, quale punto di riferimento di Regione Lombardia presso le istituzioni europee per i nostri cittadini e le imprese.

Deborah Giovanati

Deborah-Giovanati-Candidata-regione-lombardia-2018

Determinata, forse ogni tanto un po’ troppo testarda, sicuramente pragmatica e con la voglia di non arrendersi mai.
Sposata con Paolo, mamma di 3 figli maschi monellissimi e vivo una vita sempre di corsa e trafelata.
Mi occupo di politica con la stessa passione ed entusiasmo che metto nella mia vita personale.
Sono convinta che non bisogna “rimanere al balcone” della vita ma giocarsi nella realtà, con gli strumenti che questa mette a disposizione.