Noi con l’Italia

Nasce il nuovo partito di centro destra

La politica deve tornare a creare un legame con i cittadini e credo che sia possibile anzitutto riprendendole ragioni per cui vale la pena fare Politica. Al centro ci sono le persone e l’azione politica e amministrativa deve essere al servizio della loro vita. capacità di ascolto di interpretare i bisogni e capire quali strumenti attuare per poter tentare di dare una risposta.

Ho scelto Noi con L’italia perché è un progetto che ha l’ambizione di ricercare risposte reali a bisogni reali.

Per questo faccio politica. Per questo ho scelto di continuare con Noi con l’Italia.

Le ragioni per cui ho aderito al nuovo progetto politico Noi con l’Italia.

Ho iniziato la mia epserienza politica con milano popolare e proseguo con Noi con l’Italia.

La mia collocazione è nel centro destra sviluppando temi a me cari come la famiglia, la libertà di educazione nelle scuole, il sostegno ai più deboli sia nella povertà sia nella disabilità. Soprattutto il centro destra, per la mia esperienza di governo, è ancora garanzia della libertà della persona di poter emergere nella società con tutta la sua creatività di risposta ai bisogni della vita, senza che lo Stato ne limiti le capacità. È quello che definisco un buon governo.

Noi con l’Italia è la prosecuzione dell’esperienza iniziata con Milano popolare, una forza cattolica, liberale e popolare. La persona al centro dell’agire politico.


Guardando più da vicino i punti cardini delle proposte del partito che sostengo, vorrei porre l’attenzione sui seguenti punti:

Famiglia

La famiglia è il punto di riferimento base della società e dell’economia di un Paese. È la prima forma di società che genera la vita, educa le nuove generazioni, ha cura dei disabili e degli anziani, crea economia ed è l’esempio più vero di solidarietà. Per questi motivi e tenendo conto anche del drammatico dato relativo al calo demografico, la famiglia va sostenuta rafforzata e affiancata nelle sfide che deve affrontare, promossa e valorizzata come bene insostituibile e fondamentale per la nostra società.

Regione Lombardia negli ultimi decenni ha saputo sviluppare numerose politiche su questo fronte a partire dalla prima legge Famiglia in Italia sino ad arrivare all’introduzione del Fattore Famiglia lombardo in questa legislatura. Con la prossima legislatura crediamo sia necessario proseguire questo impegno con un vero e proprio Piano d’Azione Regionale per la Famiglia che sia in grado di affrontare queste principali priorità:

  • favoriremo una fiscalità a misura di famiglia introducendo definitivamente il “Fattore Famiglia Lombardo” nella compartecipazione alla spesa per l’accesso ai servizi, nel calcolo della tassazione e nell’assegnazione di voucher e doti.
  • rafforzeremo il Buono Scuola, per arrivare a coprire il costo sostenuto per la retta scolastica.
  • introdurremo facilitazioni ed esenzioni per tutte le famiglie numerose nei servizi pubblici: trasporti, scuola, bollo auto, servizi sanitari.
  • garantiremo sostegni straordinari alle famiglie che assistono domiciliarmente i disabili e gli anziani non autosufficienti.
  • continueremo l’esperienza del Fondo Nasko, evitando che le mamme ricorrano all’interruzione di gravidanza per motivi di carattere economico, mediante la collaborazione con Consultori, pubblici e privati accreditati e Centri di Aiuto alla Vita.
  • promuovere politiche di armonizzazione fra la vita professionale e quella familiare frazionando i congedi familiari e incentivando lo smart working e la flessibilità degli orari.
  • potenziamento del ruolo delle Associazioni famigliari e dei consultori.
  • Estensione del “bonus nido” al “bonus materna”, per coprire i costi da 0 a 6 anni di vita dei figli.
  • Estensione del “bonus nido” anche agli asili nido non convenzionati, per sostenere l’offerta sussidiaria di servizi da parte associazioni, nidi famiglia, parrocchie, e al contempo garantire il principio della libertà di scelta delle famiglie.
  • Bonus “insegnanti di sostegno” da destinare alle famiglie che hanno figli con disabilità.

Welfare

Proseguire sulla strada intrapresa negli ultimi vent’anni da Regione Lombardia, senza cedere alle sirene di nuove proposte paternalistiche che generano un approccio prevalentemente assistenzialistico (assegni e sussidi vari da parte dell’ente pubblico) e poggiano esclusivamente su una spesa pubblica sostenuta da una pesante pressione fiscale. Occorre tuttavia definire nuovi strumenti in grado di reagire alle future crescenti necessità di servizi sociali e sociosanitari, responsabilizzando i cittadini in un contesto di risorse pubbliche sempre decrescenti. E occorre farlo partendo da un presupposto: nei confronti della famiglia – prima generatrice di capitale di fiducia e di relazioni in cui la persona si realizza –, o delle realtà associative, delle imprese come della società civile in generale. Bisogna dare alla famiglia, alle associazioni, alle imprese ed alla società ciò che ad esse spetta a fronte di quanto donano alla comunità. Insomma si deve riconoscere alle forze sociali il ruolo di produttrici e non solo di consumatrici di servizi e di welfare, di soggetti attivi e non solo passivi, di generatori di soluzioni e non solo di problemi. Si spiega così il concetto di sussidiarietà circolare, su cui si imperniano le nostre proposte.

Ricomposizione in un unico strumento di risorse incrementali disponibili per il finanziamento innovativo di politiche di welfare, chiamatoFondo Welfare. Questo può essere alimentato sia attraverso flussi di finanziamento generalizzati (donazioni, partecipazione di soggetti terzi), sia tramite l’accumulo di risorse individuali da parte del consumatore-utente (per es.: programmi fedeltà, sistemi di cashback, previdenza integrativa, contrattazione di secondo livello, convenzioni con sponsor della grande distribuzione organizzata, ecc.). La Regione definisce gli obiettivi generali, individua i servizi da inserire nella programmazione e accredita gli operatori e stipula una convenzione con un soggetto gestore individuato in un grande istituto di credito.

Le risorse accumulate potranno essere in seguito tramutate:

  • in voucher e “buoni” , ove necessario, per il finanziamento di una parte o della totalità della compartecipazione richiesta all’utenza per i servizi di welfare offerti da enti accreditati presso Regione Lombardia e/o;
  • in sostegno allo sviluppo di un modello di politiche contrattuali e territoriali che metta in rete le PMI per realizzare piani di welfare aziendale a beneficio tanto delle aziende (in termini di produttività, di organizzazione e risultati economici) quanto del lavoratore. Le reti di welfare devono promuovere interventi mirati a soddisfare specifiche esigenze personali, familiari e di cura (nidi aziendali condivisi, voucher per baby sitter e badantato, il pagamento di spese per tagesmutter, il medico in azienda, assicurazione sanitaria, progetti di contrasto alla dispersione scolastica e aiuto allo studio per i figli dei dipendenti, ecc.) anche grazie al contributo di cooperative sociali, associazioni, mondo del volontariato e, in generale, di tutto il terzo settore che in questo modo apre nuovi spazi di mercato, contribuisce a generare sinergie e creare nuove opportunità occupazionali.

Disabilità

Rafforzare, innovare e coordinare le politiche regionali a favore delle persone con disabilità, per assicurare a ciascuno pari opportunità di realizzazione personale e garantire elevati standard di qualità della vita.

Garantire continuità di risposta ai bisogni delle persone con disabilità lungo tutto l’arco della vita, con particolare cura per i momenti di transizione e cambiamento.

Occorre definire obiettivi e strumenti per attuare una politica regionale unitaria per le persone con disabilità e le loro famiglie, concepita in maniera intersettoriale, favorendo le esperienze virtuose, razionalizzando l’esistente attraverso un più efficace coordinamento regionale e una sempre maggiore collaborazione con gli attori del settore.

Punto di partenza è il piano di azione regionale per le politiche in favore delle persone con disabilità D.g.r. n.9/983 del 2010 (piano disabilità Melazzini).

Tre direttrici fondamentali:

  • garantire la continuità di risposta lungo tutto l’arco della vita
  • garantire reale accessibilità e fruibilità
  • costruire e implementare una rete integrata di servizi

Partendo dalla domanda dell’individuo e della sua famiglia, offrire risposte integrate per quanto riguarda:

  • salute e assistenza
  • educazione, istruzione e formazione, accesso al lavoro
  • accessibilità e fruibilità ai servizi di mobilità
  • rete integrata di servizi (revisione ruolo e operatività del Terzo settore, caregiver, ecc…)
  • responsabilità sociale diffusa

Tutto ciò consente di realizzare un piano di azione regionale che pone la persona al centro dell’attività politica e fornisce un reale sostegno alla famiglia per realizzare una rete di inclusione sociale dall’infanzia all’età adulta e al “dopo di noi”.

Formazione e occupazione continua

Il sistema lombardo – già fortemente innovativo attraverso lo strumento della Dote per finanziare i percorsi di istruzione e formazione e le politiche attive – è coerente con gli obiettivi comunitari e le esigenze di una società in rapida trasformazione: da un lato l’importanza della formazione tecnica e professionale per dare adeguate risposte ad una realtà tecnologica che richiede sempre maggiori conoscenze per gestire l’innovazione; dall’altro la necessità di potenziare le opportunità della formazione lungo tutto l’arco della vita, consentendo un costante adeguamento delle competenze delle persone e dei lavoratori per una maggiore competitività del sistema produttivo.

Occorre quindi strutturare sempre di più un “sistema” lombardo in cui le imprese ricoprano un ruolo attivo in un mercato del lavoro dinamico e flessibile e le istituzioni mettano al centro di politiche integrate la certificazione delle competenze e delle abilità, sia come obiettivo dei percorsi formativi sia come accesso e permanenza nel mercato del lavoro, aldi là della formalità dei titoli di studio.

Il capitale umano qualificato deve essere un obiettivo costantemente perseguito da Regione Lombardia, attraverso più strumenti, che possano garantire pari dignità tra pubblico e privato, centralità dell’individuo e libertà di scelta:

Sistema formativo innovativo

  • Incentivare la conclusione dei percorsi della scuola secondaria superiore a 18 anni e una maggiore flessibilità e personalizzazione dei percorsi di studio;
  • Sviluppare competenze 4.0 attraverso nuovi profili per l’istruzione e la formazione professionale secondo gli standard più elevati delle qualifiche professionali europee, superando il modello di insegnamento top-down a favore di uno bottom-up.

Lotta alla dispersione scolastica e sostegno al diritto-dovere allo studio

  • Promozione di politiche integrate tra Ministero dell’Istruzione e Ministero del Lavoro nella formazione rivolte ai giovani;
  • Orientamento preventivo dei giovani per contrastare la dispersione scolastica e favorire le attitudini e le potenzialità di tutti.

Insegnamento qualificato

  • Formazione iniziale e continua degli insegnanti, in particolare nelle discipline scientifiche e tecnologiche.

Formazione specialistica

  • Rafforzamento dell’Istruzione e della Formazione professionale, fino al livello terziario di Istruzione Tecnica Superiore (ITS).

Rafforzamento dell’esperienza di alternanza scuola-lavoro

  • Personalizzazione dei percorsi in riferimento alle specificità dei giovani e delle aziende attraverso una forte valorizzazione della componente formativa del lavoro;
  • Introduzione di un efficace sistema duale fondato sull’alternanza scuola-lavoro e sull’apprendistato formativo, prevedendo periodi formativi in contesti internazionali.

Incentivi all’occupazione giovanile

  • Detassare l’apprendistato formativo come primo contratto per i giovani e concedere la “portabilità del bonus” per la trasformazione dell’apprendistato in contratto a tempo indeterminato.

Politiche di qualificazione e riqualificazione professionale

  • Maggiori investimenti in formazione per i lavoratori over 50 mediante il rilancio degli interventi di formazione continua

Welfare aziendale innovativo

  • Valorizzare e incentivare le iniziative delle imprese che puntano su flessibilità, conciliazione dei tempi di lavoro con la famiglia.

Autonomia e riforma degli Enti locali

Le disposizioni legislative di questi ultimi anni e la persistente erosione di fondi pubblici hanno messo in discussione l’attuale assetto territoriale degli Enti Locali.

La mancata approvazione della Riforma Costituzionale ha, di fatto, reso totalmente inattuale la cosiddetta Riforma Delrio sull’assetto degli Enti territoriali. La dimensione territoriale e la popolazione di Regione Lombardia richiedono una puntuale definizione delle funzioni da attribuire a tutti i livelli di Governo previsti dalla Costituzione o agli enti funzionali (vedi Comunità Montane) definiti per una migliore gestione di specifici territori.

Il necessario riassetto degli Enti locali derivante da mutate situazioni economiche e sociali non richiede obbligatoriamente la ridefinizione di Comuni e Province come confini ma certamente richiede la riorganizzazione del servizio al cittadino in un’ottica di rete senza tralasciare la possibilità della prossimità garantita dalla tecnologia e dalla possibilità di coinvolgimento di molteplici soggetti degli erogazioni degli stessi servizi.

Principio cardine delle riorganizzazione degli Enti locali deve esse la vera semplificazione amministrativa che deve avere alcune caratteristiche fondamentali:

  • Modulistica uniforme per qualsiasi istanza amministrativa
  • Incremento del livello tecnologico procedurale
  • Rete capillare di soggetti abilitati a presentare istanza alla PA per aiutare le fasce di popolazione che hanno poca dimestichezza con la tecnologia oppure carenti di mezzi. 

Sanità

Da oltre vent’anni il sistema sanitario lombardo compete con i più elevati standard internazionali di qualità ed efficienza, costando ai suoi cittadini meno che nelle altre regioni italiane ma potendo offrire migliori servizi e maggiori opportunità. La Lombardia:

  • è leader nazionale nella ricerca applicata alla cura grazie ai suoi 18 IRCCS (Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) il 40% del totale nazionale, di cui 4 pubblici e 14 privati. Quattro IRCCS lombardi occupano le prime 4 posizioni e ben 7 si collocano nei primi 10 posti nella classifica italiana della produzione scientifica: ciò significa che sul totale delle pubblicazioni prodotte ogni anno in Italia, la metà è attribuibile agli Istituti lombardi
  • è leader nella mobilità passiva: soltanto il 3% (Istat, 2014) dei pazienti ospedalizzati residenti in Lombardia sceglie di farsi curare in altre regioni
  • è leader nella mobilità attiva: con 144mila ricoveri annuali di pazienti provenienti da altre regioni, il saldo attivo di rimborsi prodotto dalla Lombardia è di circa 530 milioni di euro all’anno, seguito a grande distanza dall’Emilia-Romagna che ha un credito di 328 milioni e la Toscana con 151 milioni
  • è la prima regione farmaceutica in Europa per numero di addetti: assorbe circa la metà degli occupati del settore nazionale con 28mila unità più 18mila nell’indotto
  • è leader italiana per investimenti in ricerca e sviluppo (400 Mn di euro), e per numero di occupati, con 3mila unità su un totale dell’industria farmaceutica italiana di 200

Nel corso della legislatura appena trascorsa è stata approvata la legge di riforma regionale 23/2015, “Evoluzione del sistema socio sanitario Lombardo”. In essa vengono anzitutto mantenuti i due pilastri che hanno caratterizzato la sanità lombarda in questi ultimi vent’anni: la libertà di scelta del luogo di cura da parte del paziente, e la presenza di un sistema misto che mette in competizione erogatori pubblici e privati, a beneficio della qualità complessiva dell’offerta. La legge approvata contiene inoltre significative evoluzioni, in particolare sulla riorganizzazione della sanità territoriale, che sono finalizzate a integrare i percorsi sanitari, sociosanitari e sociali rispetto alle domande di salute emergenti, con particolare riguardo alla cronicità.

In Lombardia si sta così sviluppando un modello di governance estremamente innovativo sulla presa in carico dei pazienti cronici, a cui tutti gli osservatori internazionali stanno guardando con estremo interesse.

Esso consente una risposta assistenziale non più centrata solo sulla singola malattia, e quindi sulle necessarie specializzazioni d’offerta, ma che viene programmata in funzione della domanda individuale di salute, diversificata per tipologie specifiche di pazienti e personalizzata in base ai bisogni personali e al contesto familiare e sociale.

“Dalla cura al prendersi cura” è lo slogan di questa innovazione: non significa solo poter fornire tutte le prestazioni necessarie ai pazienti, ma riguarda la possibilità di seguirli lungo tutto il processo di diagnosi e cura, favorendo un vero e proprio accompagnamento quotidiano (prenotazione di visite ed esami, consulti telefonici, verifiche puntuali sull’aderenza alle terapie, monitoraggi e rilevazioni a distanza) specialmente per le categorie più fragili, meno consapevoli e autosufficienti.

La Lombardia del futuro: più accessibile, più equa, più interconnessa

In quest’ottica, l’investimento regionale nella prossima legislatura sarà orientato sempre di più sulla progressiva interconnessione di un sistema guidato dalla conoscenza e focalizzato sul valore che genera. Ciò garantirà un utilizzo delle risorse disponibili, rigidamente limitate a livello nazionale, ancora più efficiente e in grado di poter garantire a tutti i cittadini lombardi un accesso sempre più rapido alle migliori cure disponibili a livello internazionale.

Lo sviluppo della sanità digitale, su cui vogliamo continuare a investire, potrà infatti offrire nuove soluzioni che consentiranno di agire più velocemente e meglio, per contenere la spesa, programmare l’offerta e fornire servizi più efficienti. A partire dalle liste d’attesa: i cittadini potranno avere in tempo reale un aggiornamento sulle disponibilità di servizi e prestazioni sul territorio in base al loro bisogno.

Ricetta elettronica e Fascicolo Sanitario Elettronico permetteranno inoltre a qualsiasi operatore, nel rispetto della privacy e della massima sicurezza necessaria, di avere in ogni momento a disposizione il completo quadro clinico del proprio paziente a beneficio di una completa ottimizzazione del suo percorso di cura, evitando duplicazioni, inappropriatezze e inefficienze.

Dal punto di vista dei presìdi territoriali, la Lombardia già oggi vanta un considerevole primato: nessun’altra regione europea ha saputo dotarsi nell’ultimo quindicennio di ben undici nuove e avanzatissime strutture ospedaliere pubbliche (Lecco, Varese, Broni-Stradella, Niguarda, Bergamo, Legnano, Como, Vimercate, Garbagnate, San Matteo-DEA, San Gerardo di Monza). Questi investimenti continuano: nei prossimi anni, sarà la volta della trasformazione del Policlinico Maggiore Cà Granda, della nuova struttura creatasi dalla fusione degli ospedali milanesi San Paolo e San Carlo, della Città della Salute di Milano-Sesto che ospiterà le sedi dei prestigiosi Istituto dei Tumori e Carlo Besta, tra i migliori centri al mondo in ambito neurologico. Anche per la sanità sono previsti inoltre forti impatti derivanti dagli esiti della negoziazione in corso con lo Stato per una maggiore autonomia regionale. Se nei prossimi mesi la trattativa andrà a buon fine, sono già state stanziate le risorse nella finanziaria regionale 2018 per il dimezzamento dei superticket nazionali su esami e prestazioni ambulatoriali, che oggi costano 30 euro, con l’obiettivo di azzerarli entro la prossima legislatura. Sono già disponibili inoltre le risorse per l’assunzione di nuovi medici, che devono essere fatte in deroga ai tetti nazionali attualmente in vigore, e, nell’ambito dell’autonomia territoriale, è allo studio l’introduzione della contrattazione regionale sui contratti del personale medico e sanitario.

Deborah Giovanati

Deborah-Giovanati-Candidata-regione-lombardia-2018

Determinata, forse ogni tanto un po’ troppo testarda, sicuramente pragmatica e con la voglia di non arrendersi mai.
Sposata con Paolo, mamma di 3 figli maschi monellissimi e vivo una vita sempre di corsa e trafelata.
Mi occupo di politica con la stessa passione ed entusiasmo che metto nella mia vita personale.
Sono convinta che non bisogna “rimanere al balcone” della vita ma giocarsi nella realtà, con gli strumenti che questa mette a disposizione.