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Ddl Zan, pluralismo di idee o pluralismo a senso unico?

Ddl Zan, pluralismo di idee o pluralismo a senso unico? La vicenda dell’iniziativa di Manifatture Teatrali Milanesi di dare uno sconto di 10 € sul biglietto teatrale a chi si presenta con scritto sulla mano “DDL ZAN” mi ha molto interrogato. Come prima impressione istintiva ho pensato che erano affari loro. Tuttavia qualcosa mi stonava, non mi sembrava proprio un atto di libertà escludere qualcuno da un beneficio sulla base del consenso o meno ad una proposta di una legge dello Stato. No! Questa cosa non va bene! Si divide la società a pezzi, compiendo di fatto una discriminazione verso chi non si vuole adeguare al pensiero pro DDL Zan. È un messaggio molto pericoloso, sottile, quasi impercettibile, che vorrebbe incolpare e denunciare visivamente alcune persone sulla base del loro pensiero. Ma se fosse avvenuto il contrario? L’art 4 del DDL Zan recita che “Ai fini della presente legge, sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime ri­conducibili al pluralismo delle idee o alla li­bertà delle scelte, purché non idonee a de­terminare il concreto pericolo del compi­mento di atti discriminatori o violenti.” Quindi, sulla base di questo articolo, come dovremmo considerare l’iniziativa di MTM?  Non è un atto discriminatorio verso chi non è disposta a scriversi sulla mano “DDL Zan”? Non si rischia di istigare alla violenza verso chi non ha questo “marchio” sul corpo? I totalitarismi si comportano cosi: spacciano per pluralismo e libertà il pensiero unico propaganda di regime. Chi non si adegua è tagliato fuori dalla società.

Deborah Giovanati

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