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Autore: Deborah Giovanati

Ddl Zan, pluralismo di idee o pluralismo a senso unico?

Ddl Zan, pluralismo di idee o pluralismo a senso unico? La vicenda dell’iniziativa di Manifatture Teatrali Milanesi di dare uno sconto di 10 € sul biglietto teatrale a chi si presenta con scritto sulla mano “DDL ZAN” mi ha molto interrogato. Come prima impressione istintiva ho pensato che erano affari loro. Tuttavia qualcosa mi stonava, non mi sembrava proprio un atto di libertà escludere qualcuno da un beneficio sulla base del consenso o meno ad una proposta di una legge dello Stato. No! Questa cosa non va bene! Si divide la società a pezzi, compiendo di fatto una discriminazione verso chi non si vuole adeguare al pensiero pro DDL Zan. È un messaggio molto pericoloso, sottile, quasi impercettibile, che vorrebbe incolpare e denunciare visivamente alcune persone sulla base del loro pensiero. Ma se fosse avvenuto il contrario? L’art 4 del DDL Zan recita che “Ai fini della presente legge, sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime ri­conducibili al pluralismo delle idee o alla li­bertà delle scelte, purché non idonee a de­terminare il concreto pericolo del compi­mento di atti discriminatori o violenti.” Quindi, sulla base di questo articolo, come dovremmo considerare l’iniziativa di MTM?  Non è un atto discriminatorio verso chi non è disposta a scriversi sulla mano “DDL Zan”? Non si rischia di istigare alla violenza verso chi non ha questo “marchio” sul corpo? I totalitarismi si comportano cosi: spacciano per pluralismo e libertà il pensiero unico propaganda di regime. Chi non si adegua è tagliato fuori dalla società.

Deborah Giovanati

Deborah Giovanati

Piste ciclabili boomerang per Milano

Altro grande nodo è rappresentato dalla ciclabile che collega il parco Nord all’Isola, dall’altra parte di Milano. «Via Pola attraverso piazzale Lagosta fino a via Alserio è un ingorgo unico con chilometri di auto incolonnate a causa della corsia per le bici che ha ridotto la carreggiata- racconta Deborah Giovanati, assessore del Municipio 9 -. La transizione ecologica della città deve essere un percorso accompagnato e non calato dall’alto con strade ad imbuto che congestionano il traffico e ciclabili pericolose». La pista, in sede promiscua, è pericolosa per i ciclisti stessi, che spesso trovando la corsia invasa dalle auto in doppia fila, rischiano di venire travolti nel sorpasso.

https://www.ilgiornale.it/news/milano/paradosso-delle-ciclabili-crescono-smog-e-traffico-1954019.html?fbclid=IwAR0A0vKmcZSM1TRzYVNGfKNt_2NTO4R54YxmfvoOciXBnVJ5DpVTcPstDFE

Milano 2021. Prospettive future.

L’hanno chiamata Lady Niguarda; assessora a Municipio 9, al suo esordio politico fu una rivelazione: candidata con Milano Popolare a sostegno di Stefano Parisi, fu la più votata della zona 9 facendo il pieno di preferenze: quota 624. Avvocato, madre di tre figli, in questi anni si è spesa in politica, nel suo quartiere, fra una commissione e l’altra, accompagnando i bambini a scuola, ascoltando la gente. Ora si cambia.

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Ddl Zan, pluralismo di idee o pluralismo a senso unico?

La vicenda dell’iniziativa di Manifatture Teatrali Milanesi di dare uno sconto di 10 € sul biglietto teatrale a chi si presenta con scritto sulla mano “DDL ZAN” mi ha molto interrogato.

Come prima impressione istintiva ho pensato che erano affari loro.

Tuttavia, qualcosa mi stonava, non mi sembrava proprio un atto di libertà escludere qualcuno da un beneficio sulla base del consenso o meno ad una proposta di una legge dello Stato.

No! Questa cosa non va bene! Si divide la società a pezzi, compiendo di fatto una discriminazione verso chi non si vuole adeguare al pensiero pro DDL Zan.

È un messaggio molto pericoloso, sottile, quasi impercettibile, che vorrebbe incolpare e denunciare visivamente alcune persone sulla base del loro pensiero. Ma se fosse avvenuto il contrario? 

L’art 4 del DDL Zan recita che “Ai fini della presente legge, sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime ri­conducibili al pluralismo delle idee o alla li­bertà delle scelte, purché non idonee a de­terminare il concreto pericolo del compi­mento di atti discriminatori o violenti.” Quindi, sulla base di questo articolo, come dovremmo considerare l’iniziativa di MTM? 

Non è un atto discriminatorio verso chi non è disposta a scriversi sulla mano “DDL Zan”? Non si rischia di istigare alla violenza verso chi non ha questo “marchio” sul corpo? I totalitarismi si comportano cosi: spacciano per pluralismo e libertà il pensiero unico propaganda di regime. Chi non si adegua è tagliato fuori dalla società.